La Camera approva in via definitiva la legge sul Caporalato

Sei anni di carcere a chi sfrutta i lavoratori. Il ministro Orlando esulta: "Un grande giorno".

Caporalato, il ddl è legge
Caporalato, il ddl è legge
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18 Ottobre 2016 - 21.51


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Il disegno di legge sul contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo, meglio conosciuto come ddl sul caporalato, ha ottenuto il via libera definitivo dalla Camera ed è legge. I voti a favore sono stati 336, nessun contrario, gli astenuti sono stati 25 (Forza Italia e Lega).

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Ministro Orlando: un grande giorno. “Oggi è una grande giornata per il lavoro, per la tutela dei diritti e le persone più deboli: si è realizzato un obiettivo che da sempre caratterizza le battaglie della sinistra, quello per la dignità dei lavoratori e delle persone che sono più esposte alle forme più odiose di sfruttamento”, ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, commentado il voto della Camera.

Le pene previste dalla legge. Prevista la pena della reclusione da uno a sei anni per l’intermediario e per il datore di lavoro che sfrutti i lavoratori, approfittando del loro stato di bisogno. Se poi i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l’arresto in flagranza. Per i datori di lavoro che sono colti in flagranza scatta anche la confisca dei beni come avviene con le organizzazioni criminali mafiose e l’estensione della responsabilità degli enti.

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Martina: mai più schiavi nei campi. “Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni. C’è tanto lavoro da fare e una legge da sola non basta, ma le direzione che abbiamo tracciato è inequivocabile. Dobbiamo lavorare uniti per non avere mai più schiavi nei campi”. Così il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina commenta l’approvazione della legge Martina-Orlando sul caporalato, nel sottolineare che “Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta”. “L’agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento, che serve anche a isolare chi sfrutta e salvaguardare le migliaia di aziende in regola che subiscono un’ingiusta concorrenza sleale – prosegue Martina -. E’ ancora più importante averla approvata oggi che la campagna agrumicola è alle porte. Ringrazio i parlamentari che hanno dato il loro contributo a raggiungere questo risultato”.

M5s: è solo il primo passo. “Questo provvedimento è solo il primo passo di un lungo percorso. Tanti infatti gli aspetti che andavano potenziati, dai trasporti per raggiungere il luogo di lavoro in mano ai caporali agli alloggi dignitosi, al fine di eliminare la ghettizzazione dei lavoratori”. Così i deputati del M5S delle Commissioni Giustizia e Lavoro commentano il voto favorevole al ddl caporalato. “Abbiamo provato a migliorare il provvedimento con delle nostre proposte che sono state tutte bocciate – ha detto il portavoce 5stelle Massimiliano Bernini durante la dichiarazione finale di voto – Tra queste: rafforzare le ispezioni sui luoghi di lavoro, garantire informazione e supporto ai lavoratori, introdurre un marchio etico per incentivare le aziende ad aderire alla Rete agricola di qualità, l’incrocio domanda e offerta di lavoro tramite i centri per l’impiego pubblici e le liste di prenotazione dei lavoratori, l’interdizione dai fondi Ue della Pac degli imprenditori agricoli condannati ai sensi del nuovo articolo 603 bis del Codice Penale sull’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il nostro impegno contro il caporalto e il lavoro nero in agricoltura continuerà sia in Parlamento che sul territorio. Nel frattempo vigileremo sulla reale portata ed efficacia della norma perché il caporalato è un fenomeno strutturale della filiera produttiva di fronte al quale la politica non può più chiudere gli occhi e che va combattuto con tutti gli strumenti possibili e portare l’Italia fuori dalla ‘Ghetto economy'”.

 

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