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Marcia Perugia-Assisi: pace e fraternità per vincere l'indifferenza

Si è svolta oggi la marcia della pace, dedicata quest'anno a Giulio Regeni. Presenti anche i ragazzi di Amatrice: "Qui per guardare avanti".

Marcia della pace Perugia-Assisi 2016
Marcia della pace Perugia-Assisi 2016

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9 Ottobre 2016 - 16.37


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“Vincere l’indifferenza”: è questo striscione che ha aperto il lunghissimo corteo della marcia della pace e della fraternità Perugia-Assisi che si è svolta oggi, 9 ottobre 2016. L’evento quest’anno è stato dedicato alla memoria di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto. Migliaia le persone che hanno partecipato. Tantissimi anche i gonfaloni di Comuni, Province e Regioni italiane ed i sindaci con le fasce tricolori.

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I ragazzi di Amatrice. Ospiti “speciali”, gli studenti – una decina – e gli insegnanti del liceo scientifico di Amatrice, il centro devastato dal terremoto del 24 agosto, che partecipano alla marcia, hanno detto, “per guardare avanti”. “E’ la prima volta che noi e questi ragazzi partecipiamo a questo appuntamento – ha detto la dirigente scolastica, Maria Rita Pitoni – e lo facciamo con entusiasmo. Una tappa del percorso cominciato il 13 settembre con la riapertura della scuola. Tra i ragazzi alcuni provengono anche da Accumuli, un altro tra i centri più colpiti dal sisma”. Un gruppo ospitato a Perugia per iniziativa dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. “Abbiamo voluto così testimoniare la nostra solidarietà” ha detto la presidente Donatella Porzi. “Per cercare di condividere – ha aggiunto – sentimenti indispensabili per una cultura di pace che parte anche da questo genere di accoglienza. E’ un momento di rinascita, condivisione, partecipazione, di comunità come forse non mai in questo momento”.

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Il messaggio del Papa. Anche Papa Francesco ha voluto benedire la marcia della pace, rivolgendo ai partecipanti “il suo cordiale saluto ed auspica che la manifestazione contribuisca a suscitare sempre più viva la consapevolezza che la guerra distrugge sempre e con essa si perde tutto”. Il Pontefice “si unisce alla preghiera di quanti hanno a cuore le sorti dell’umanità; invocando la pace che è dono di Dio e, al tempo stesso, responsabilità e impegno degli uomini: attraverso il dialogo e il negoziato possano trovare la loro composizione le controversie e le divergenze che stanno causando terribili sofferenze specialmente ai più deboli. Con tali sentimenti, Sua Santità, invia ai presenti tutta la sua benedizione”. Il messaggio è stato letto prima ce la marcia prendesse il via.

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Mattarella: fermare la guerra è un dovere. Con un messaggio agli organizzatori dell’evento, anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha manifestato la sua vicinanza, sottolineando che “fermare le guerre non è solo possibile ma, anzi, è un dovere della comunità internazionale. Tante vite spezzate, tante famiglie disperate e sconvolte, tanti bambini uccisi, anche in questi giorni, scuotono la nostra coscienza. Non ci si può rassegnare alla strage e alle violenze di Aleppo”. Il capo dello Stato si è rivolto in particolare “ai giovani, che esprimono la loro speranza di vedere cancellate le guerre, le violenze e le limitazioni dei diritti umani in ogni angolo del mondo” e ai quali “anzitutto tocca far sentire la loro voce”. Matterella ha aggiunto: “La pace è questione che non interpella solo i vertici delle Nazioni o ristrette classi dirigenti. I popoli subiscono le conseguenze delle guerre. E’ da loro che può venire una nuova stagione di cooperazione, di sviluppo sostenibile, di rispetto reciproco”.

 

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