Dopo la nuova mafia, una mafia nuovissima fatta di élite

Rilettura dell'inquietante allarme lanciato da Roberto Scarpinato, nella distrazione di opinione pubblica e informazione.

Roberto Scarpinato

Roberto Scarpinato

Onofrio Dispenza 27 settembre 2016

Qualche giorno fa parlavo con un mio conoscente, medico e addentro alle segrete logge. Mi dice: "Un tempo massoni e massone in Rai se ne stavano acquattati e "lavoravano" nell'ombra. Oggi vedo che vengono allo scoperto e fanno vanto di certe appartenenze...".  Parto da questo breve e poco significativo incontro per tornare su quanto ha detto nei giorni scorsi il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato. Magistrato attento ai cambiamenti del potere, dei poteri, del potere mafioso e dei meccanismi, delle trasformazioni e degli assetti della mafia. Ha detto cose importantissime che - a mio parere - non hanno incontrato la giusta attenzione. Roberto Scarpinato ha spiegato che esiste un nuovo tipo di associazione criminale, quella che ha definito come “massomafia”. Una mafia a “bassa intensità di violenza”, che si occupa soprattutto di “offrire beni e servizi  a un mondo di cittadini normali e di imprese che li vuole” per “creare accettazione sociale”. Questa nuova trasformazione, che fa fare a Cosa nostra un inedito salto di qualità, va oltre il tempo dei "colletti bianchi". E rende inservibili - nota Scarpinato - le armi a disposizione del sistema giudiziario, creando il pericolo di un “disarmo progressivo”. Lo scenario è devastante, e non mi pare che l'analisi del magistrato palermitano abbia avuto l'attenzione che meritava, anche da parte di giornali e tv. Scarpinato va avanti con la sua analisi e i dettagli inquietano e ci riportano alla considerazione iniziale fatta dal mio conoscente che è addentro alle (ex) segrete cose. Ha detto Scarpinato:"La masso mafia opera anche a un livello più alto, nelle “élite criminali” che affiancano “pezzi di classe dirigente” nelle “cabine di regia in cui si fanno leggi ad hoc e si decidono grandi affari, come le privatizzazioni dell’energia e dell’acqua". Elite, dunque, anche quelle che fanno bella mostra nelle cronache politiche ed economiche, che attraversano le poltrone più alte delle capitali europee e d'Oltreoceano. Scarpinato ha spiegato: “Esaurito il carburante della spesa pubblica illimitata, l'organizzazione è diventata un’agenzia che offre sul mercato beni e servizi, dalla cocaina allo smaltimento illecito dei rifiuti, creando accettazione sociale. In più è emersa un’oligarchia che non si sporca le mani con la violenza ma tratta alla pari con i colletti bianchi dello Stato”perché, ha avvertito il magistrato, “gli strumenti giuridici che abbiamo sono stati costruiti per la mafia dei brutti sporchi e cattivi". Ma i mafiosi non sono più così: stanno diventano persone che Lci assomigliano sempre di più". Ed ancora: "A cambiare negli ultimi decenni il comportamento delle associazioni mafiose che hanno abbandonato la tecnica stragista è stata la globalizzazione e il trasferimento del controllo sui bilanci pubblici europei dai governi nazionali a Bruxelles. Dopo la firma dei trattati di Maastricht e il varo del fiscal compact le mafie tradizionali, cresciute in un’economia “drogata da una spesa pubblica potenzialmente illimitata, che alimentava il management del sottosviluppo”, sono rimaste indietro e sono nate associazioni a delinquere mercatiste". Niente sangue, queste non si sporcano le mani con l’estorsione e attività criminali ad alto rischio, ma offrono al mercato ciò che vuole e a prezzi concorrenziali. Ci sono imprese capaci di abbattere i costi di produzione e massimizzare i profitti: se devi costruire un grattacielo in centro a Milano ma prima occorre demolire una palazzina piena di amianto - l'esempio fatto da Scarpinato -  il colletto bianco della mafia te lo propone a un costo di 40 contro i 100 del mercato legale. La "massomafia" ha spuntato anche le nuove armi che la giustizia si era data per contrastare quella che abbiamo ritenuto la nuova mafia. La mafia si è fatta nuovissima, e ha messo in mora la giustizia e quella fetta di Stato che la vuole contrastare. Un esempio dello svilimento delle leggi e delle norme ? La Cassazione . ha raccontato Scarpinato - davanti a un caso di mafia al nord senza atti di violenza sul territorio, ha stabilito che si trattava di ‘mafia silente’ e dunque non c’era reato. Anche sequestro e confisca non funzionano più se la nuovissima mafia non investe in palazzi ma in fondi e strumenti finanziari. Di fronte alla "massomafia", tutti in ritardo, l’opinione pubblica, operatori di giustizia, la stessa informazione. Scarpinato ha avvertito il rischio di un disarmo progressivo: "Occorre un ripensamento complessivo dell’intervento giuridico contro le mafie mercatiste, che tenga conto di questi confini sempre più sfumati. Fette di gruppo dirigente del Paese e aristocrazie mafiose confluiti in "nuove superstrutture, sistemi criminali, comunità di élite...massomafia o P4, P6, P9” ma è “diventata un fenomeno incontenibile e in crescita costante perché nel nostro Paese si è venuto a creare, di fatto, uno statuto impunitario”, alimentato dalla corruzione.  Per reati contro la pubblica amministrazione non c'è nessuno in carcere e su certi affari della mafia nuovissima si è aperto l'ombrello della prescrizione. come nel caso de processo per una delle maggiori truffe su fondi Ue per la formazione. L'amarezza di Scarpinato: "Quest’anno ho ripetuto al ministro la necessità di estendere il raddoppio dei termini di prescrizione che vale per i reati di mafia a quelli contro la pubblica amministrazione, ma non se ne fa mai nulla. ..Poi servono gli infiltrati... Ma anche di questo non si fa mai nulla..." Impunità garantita, mafia quasi irriconoscibile, Stato in confusione o peggio, rischio di perdere una guerra nella quale si erano vinte tante battaglie. Costate tante vite.