Penna e calamaio: a Gubbio il raduno mondiale degli amanuensi

Dal 4 al 9 ottobre al Festival del Medioevo per la prima volta si riuniranno miniatori e calligrafi che faranno rivivere i segreti dello scriptorium.  

Scriptorium

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globalist 26 settembre 2016

Penna, calamaio, inchiostro, papiri, carta. Se anche a voi hanno fatto sognare le imprese di Guglielmo da Baskerville ambientate tra gli scrittoi illuminati dalla flebile fiamma di una candela, questo è l'evento che fa per voi. Se volete rivivere il magico clima de Il Nome della Rosa a Gubbio arrivano per la prima volta i Miniatori e Calligrafi del Mondo che si raduneranno all’interno del Festival del Medioevo.


Grande appuntamento dal 4 al 9 ottobre a Gubbio all’interno della II Edizione del Festival del Medioevo. Arriveranno, infatti, dall’Italia e dai Paesi esteri amanuensi che faranno rivivere, nella più bella città medievale, i segreti dello scriptorium.


Tra i partecipanti: gli italiani Ernesto Casciato, Cristiana Coffani, Fernando Lembo di Pino (Ou An), la russa Svetlana Molodchenko, la brasiliana Lilli Detoni, il Belga Charles Boisart.


Un progetto unico nato da un’idea di Anna Buoninsegni, Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Arte Libro unaluna”, dedita a tramandare alle giovani generazioni un “sapere” e un “fare” legati alla filiera dell’arte del libro”, all’attivazione di “antichi mestieri per nuovi lavori”, come la miniatura, la calligrafia, nella molteplicità dei campi applicativi, dalla didattica laboratoriale alla creazione di libri d’arte. Un’area affascinante, fatta di pigmenti e foglia d’oro, penne d’oca e pennini che frusciano su carte di cotone, inchiostri e tanta pazienza e bravura.


Ma il risultato è assicurato e stupisci non solo gli occhi, ma anche la mente. Fascino, bellezza e unicità ripagano dell’impegno.


Questo progetto affonda le radici nella storia della città, sede nel ‘200 di una prestigiosa scuola di manoscritti e soprattutto si riallaccia alla famosa figura dell’eugubino Oderisi, narrato da Dante nella Divina Commedia.


Nel tempo dell’ebook e dei ritmi frenetici, invece, l’obiettivo principale è di riscoprire i ritmi lenti e la liturgia dei gesti che seguono la mano. Del resto, l’inventore di Apple, Steve Jobs, apprese nella scuola del calligrafo Palladino, i segreti dei caratteri, l’eleganza dei segni e del design, applicandoli poi agli insuperabili “font” del Mac. Pura dimostrazione che il futuro è figlio del passato.


Ad affiancare gli esperti, ci saranno gli studenti del Liceo Artistico ‘G. Mazzatinti’ di Gubbio, a dimostrare la vitalità di ‘antichi mestieri per nuovi lavori’, per uno stimolante passaggio di ‘staffetta’ da maestro ad allievo.