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Eutanasia su minore, Cei: adulti con licenza di uccidere

Bagnagno: "Accogliere sempre la vita". Sul dibattito intervengono anche Mina Welby ("Anche i minori sono in grado di decidere sull'eutanasia") e Peppino Englaro ("Rispettata la legge belga")

Eutanasia su minore in Belgio, primo caso al mondo
Eutanasia su minore in Belgio, primo caso al mondo

globalist

17 Settembre 2016 - 16.40


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Sul caso dell’eutanasia su un minorenne in Belgio – primo caso al mondo – è intervenuta  Scienza e vita, l’associazione che collabora in modo organico con la Cei per i temi della bioetica. “Il diritto all’eutanasia del bambino, altro non significa che attribuire ad un adulto il potere di vita e di morte su un minorenne”, è stato spiegato dall’associazione.  “È solo la ‘maschera’ di una vera decisione, personale, libera e consapevole – ha spiegato il giurista Alberto Gambino, presidente di ‘Scienza e vita’ – in quanto non è in alcun modo concepibile in capo ad un soggetto che, per il diritto e per il livello di maturità, è incapace di autodeterminarsi nel compimento di scelte a contenuto legale ed esistenziale così estreme”.

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“Il caso belga – ha aggiunto Gambino – finisce coll’attuare un principio particolarmente nefasto perché estende l’eutanasia, già di per sé inaccettabile, ad una vicenda di estreme fragilità in cui si misura la dignità di un soggetto con il metro di giudizio di chi non incarna direttamente quella dignità. Non si tratta di un caso di accanimento terapeutico, quindi di una situazione in cui già c’è una valutazione medica oggettiva circa l’inutilità della prosecuzione di una terapia, ma siamo davanti a veri propri atti di volontà eutanasici, che interrompono una vita umana che proseguirebbe naturalmente il suo corso”.

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La notizia della eutanasia praticata ad un bambino “ci addolora e ci preoccupa: la vita è sacra e deve essere accolta, sempre, anche quando questo richiede un grande impegno”. Lo ha detto il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco. Il primo caso di eutanasia al mondo, registrato in Belgio, “ci addolora come cristiani ma ci addolora anche come persone”. E Bagnasco allora ha lanciato un appello: “Tutte le persone che credono nella sacralità della vita, tutte, non solo i credenti ma anche chi dà un valore alla vita in senso laico diano testimonianza concreta di questo, di amore verso la vita”. Il presidente dei vescovi italiani ha ribadito che “la vita deve essere accolta, sempre, anche quando questo richiede un grande impegno. E allora proprio dal Congresso Eucaristico vogliamo dare questo messaggio: la vita è sacra e deve essere accolta”.

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A dare notizia del caso di eutanasia è stato il quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad, senza riportare dettagli né sull’età né sulla malattia del minore, ma solo che è avvenuta nelle Fiandre. “Anche i minori in certe situazioni sono in grado di decidere sulla loro eutanasia”, ha detto Mina Welby, vedova di Piergiorgio, l’uomo che, negli ultimi anni di vita, ha combattuto strenuamente per poter interrompere le cure che lo tenevano in vita.

In Belgio invece è stata applicata una legge del 2014, che consente ai genitori di scegliere la ‘dolce morte’ per i propri figli malati terminali, dopo averne fatto richiesta al medico curante, il quale deve sottoporre il caso e ricevere l’autorizzazione del ‘Dipartimento di controllo federale e valutazione dell’eutanasia’. La legge specifica che anche il minore deve esprimere una forma di consenso.

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A rispondere alla Cei è Marco Cappato, promotore della campagna ‘Eutanasia legale’ e presidente Radicali italiani, spiegando che “il Belgio è il primo Paese al mondo a non girare la testa dall’altra parte di fronte alle condizioni di sofferenza insopportabile che possono colpire anche persone minori”. “Le regole belghe – ha precisato Cappato – forniscono sufficienti garanzie per prevenire abusi e sopraffazioni del tipo di quelli che accadono nella clandestinità alla quale condannano leggi come quelle italiane”.

Sulla vicenda ha parlato anche Beppino Englaro, protagonista di una lunga battaglia giudiziaria per chiedere la sospensione dell’alimentazione artificiale e delle terapie a cui era sottoposta sua figlia Eluana. “Com’è stata raggiunta l’autoderminazione terapeutica di quel ragazzo?”, ha chiesto Englaro. “Se è stata rispettata la legge belga, il problema è risolto. Non c’è altro da aggiungere”. Ha ricordato poi Englaro: che”l’autodeterminazione terapeutica, che non è eutanasia, non ha limiti nella sua applicazione anche se ne consegue la morte. Nessuno può decidere per noi, ma può decidere con noi”.

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