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Stato vampiro e senza cuore: chieste le tasse sul risarcimento Usa per la morte di Lo Porto

Il cooperante era morto sotto le bombe Usa e Obama ha disposto una donazione di 1 milione e 200 mila dollari

Giovanni Lo Porto
Giovanni Lo Porto

globalist

16 Settembre 2016 - 15.10


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La notizia è stata data da Globalist come da altre testate: gli Stati Uniti hanno fatto avere un risarcimento ai familiari di Giovanni Lo Porto di 1 milione e 200 mila dollari.
Del resto Lo Porto morì nel corso di uno sciagurato raid aereo americano che prese di mira l’areal al confine tra Afghanistan e Pakistan dove venne tenuto prigioniero:
Ma le cose sono un po’ diverse: “Oltre il danno anche la beffa, ci è stata proposta una donazione non un risarcimento. E su quella somma abbiamo pagato pure le tasse allo Stato italiano Vogliamo sapere cosa è successo”.
Parola di Daniele Lo Porto, fratello del cooperante ucciso.
Ora, senza fare demagogia, è difficile dire che questa storia è davvero deprimente e potremmo usare aggettivi per più pesanti e volgari.
Storia deprimente per motivi formali e sostanziali.
Quelli formali: sulla donazione si pagano le tasse e questa è la legge. Certo. Ma siccome si tratta di un italiano ucciso per mano americana (anche se rapito da bande pakistane legati a gruppi islamisti) e la donazione l’ha fatta il governo di Washington (e non un parente furbacchione che vuole aggirare le tasse) l’assente stato italiano avrebbe dovuto gestire questo rapporto trovando una soluzione per la famiglia Lo Porto che evitasse questa deplorevole situazione.
La seconda considerazione è sostanziale: Lo Porto è stato abbandonato, per lui niente funerali di Stato e magari – un giorno – si scoprirà che tanta solerzia per liberarlo non c’è stato, visto che il cooperante tedesco rapito con lui adesso è vivo e vegeto a casa sua dopo essere stato liberato.
Sul caso Giovanni Lo Porto lo stato italiano ha molto da farsi perdonare. Molto.
Ma che faccia pure cassa intascando le tasse sul “risarcimento” degli Stati Uniti è una beffa troppo grande.
Ridate alla famiglia Lo Porto indietro quei soldi. Fate quello che volete: gli uffici legislativi ce li avete voi. Inventate uno dei tanti commi e cavilli che spesso salvano gli amici e gli amici degli amici. Ma non insultate per la seconda volta la memoria di Giovanni Lo Porto, cooperante italiano, sequestrato di serie B dimenticato, morto sotto le bombe americane. Far pagare le tasse su quella morte non è degno di uno stato civile. (E. Con.)

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