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Giulio Regeni, concluso il vertice tra i pm: impegno comune per la verità

Scambio di documenti tra le delegazioni. Nota congiunta: "L'Egitto indagò su Regeni". Il procuratore egiziano vuole incontrare i genitori del ricercatore.

Giulio Regeni
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globalist

9 Settembre 2016 - 16.18


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“Rinnovato impegno da parte dei due uffici a proseguire nello scambio di atti e informazioni al fine di pervenire all’obiettivo comune e cioè accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni”: è così che si è concluso il vertice tra inquirenti egiziani e romani sul caso della morte del ricercatore italiano. Il procuratore generale dell’Egitto, Nabeel Sadek, e il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, lo hanno ribadito in una nota congiunta a conclusone dei due giorni di incontri. La prima sessione di lavoro è stata caratterizzata dallo scambio di documenti tra le due delegazioni, così come era stato richiesto nelle reciproche rogatorie. Insomma sembra che i buoni propositi per risalire alla verità sulla morte di Regeni – al momento – ci siano tutti.

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Il procuratore egiziano vuole incontrare i genitori di Giulio. Nabeel Sadek ha detto inoltre di essere disponibile ad incontrare a breve i genitori di Regeni. In particolare Sadek “ha espresso la sua disponibilità ad incontrare i genitori per manifestare anche a loro l’impegno e la volontà di giungere alla scoperta e alla punizione dei colpevoli di un così grave delitto”.

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Egiziani indagarono su Giulio per 3 giorni. Dagli incontri che si sono svolti a Roma è inoltre emerso che la polizia egiziana indagò su Giulio Regeni. Nella nota congiunta è stato riaffermato che il Procuratore Generale d’Egitto ha riferito “di aver accertato che la Polizia del Cairo, in data 7 gennaio 2016, ha ricevuto dal Capo del sindacato indipendente dei rivenditori ambulanti un esposto su Giulio Regeni a seguito del quale la Polizia ha eseguito accertamenti sull’attività dello stesso”. All’esito delle verifiche “durate tre giorni, non è stata riscontrata alcuna attività di interesse per la sicurezza nazionale e, quindi, sono cessati gli accertamenti”.

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L’Egitto consegna la relazione del traffico delle celle telefoniche. Uno dei punti su cui gli investigatori italiani hanno insistito negli ultimi mesi era quello di ottenere i dati relativi al traffico telefonico delle ultime ore prima della scomparsa del ricercatore italiano. Nella nota congiunta è stato scritto che Sadek “ha illustrato e consegnato l’ampia, completa e approfondita relazione sull’esame del traffico delle celle che coprono l’area della zona della scomparsa e del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni” si legge nella nota congiunta. “Presso la procura egiziana sono pertanto in corso tutti i necessari approfondimenti investigativi sui soggetti le cui utenze risultano presenti in ambedue le aree”.

Scambio di documenti. Pignatone,il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il sostituto procuratore Sergio Colaiocco hanno consegnato invece agli omologhi egiziani, il pc di Regeni, e hanno illustrato i documenti, in particolare quelli relativi ai contatti telefonici che aveva avuto durante il suo viaggio in Italia, a Natale scorso.

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Gentiloni chiama i genitori di Giulio. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha telefonato ai genitori di Giulio Regeni, rinnovando loro la sua personale vicinanza e di tutto il Governo. Nella telefonata – ha spiegato la Farnesina – il ministro ha fatto riferimento alle valutazioni della Procura di Roma, definendo utili e proficui i colloqui odierni con il procuratore generale egiziano. Gentiloni ha anche auspicato che questi segnali positivi possano consolidarsi e tradursi nelle prossime settimane in un comune impegno nella ricerca della verità su Giulio.

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