L’artista Fabrizio Pellegrini da un mese è in carcere: coltivava cannabis per curarsi

Non potendosi permettere una costosa cura a base di cannabinoidi per lenire i dolori della fibromialgia, il musicista ha deciso di mettere su una produzione propria: adesso è detenuto in carcere

Fabrizio Pellegrini

Fabrizio Pellegrini

globalist 29 luglio 2016

La vicenda di Fabrizio Pellegrini, attore e musicista di Chieti, è diventata un caso nazionale. L’artista è infatti in carcere da giugno, quando è stato condannato perché in casa aveva cinque vasi di cannabis che utilizzava regolarmente per lenire i dolori della fibromialgia che lo affligge.


L'Asl locale gli ha certificato la necessità di una terapia a base di cannabinoidi, che però costa 500 euro al mese. Pellegrini, che non poteva permettersi la costosa cura, ha deciso di produrre in casa la cannabis. L’artista era riuscito a pagare solo la prima volta il farmaco "e successivamente l'azienda sanitaria non si è mai accollata le spese", hanno spiegato i media locali. "Per lui la Regione Abruzzo non ha mai attivato il Fondo, 50mila euro, previsto da una legge regionale, la più avanzata in Italia", hanno aggiunto.


Lo scorso 30 giugno gli onorevoli Civati, Brignone, Maestri, Pastorino e Mattarelli hanno chiesto un'interrogazione parlamentare urgente ai ministri della Giustizia e della Salute, per risolvere al più presto questo caso, ma ancora tutto tace nei palazzi romani.  Anche Roberto Saviano è intervenuto nella vicenda, scrivendo sul suo sito: "La colpa di Fabrizio Pellegrini? Voler vivere".  "Non è chiaro perché non si possa coltivare la cannabis in Italia e si debba importare dall'Olanda ed è invece chiarissimo che 500 euro al mese equivalgono a un mutuo, a un affitto, cifra folle che sarebbero in pochi a potersi permettere", ha aggiunto lo scrittore.