Scontro tra treni, il capostazione: non ho alterato io l'orario

Anomalia su registri cartacei. Vito Piccarreta è stato interrogato: è indagato per il disastro ferroviario tra Andria e Corato.

Lo scontro dei treni

Lo scontro dei treni

globalist 18 luglio 2016

Si è concluso l’interrogatorio di Vito Picarreta, il capostazione che gli inquirenti hanno voluto ascoltare in merito allo scontro tra i due treni avvenuto il 12 luglio scorso tra Andria e Corato, costato la vita a 23 persone. L'uomo ha disconosciuto l'alterazione fatta a penna sul registro di partenza del treno dalla stazione di Andria. L’alterazione riscontrata dagli investigatori, che stanno indagando sul disastro, riguarda i registri di viaggio della stazione di Andria e, in particolare, l'annotazione, modificata a penna in modo "evidente", dell'orario di partenza del treno ET1021, che si è poi scontrato con quello proveniente da Corato ET1016. Gli inquirenti tranesi hanno quindi avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l'errore compiuto che ha portato al disastro.

Il difensore del capostazione, Leonardo De Cesare, ha spiegato che il suo assistito ha negato che sia stato lui a modificare a penna il registro. Quello che è scritto sotto la modifica fatta a penna sul registro cartaceo non è leggibile.

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L'interrogatorio. Solo. Vito è stato il primo ad essere ascoltato. Proprio lui che è stato il primo ad amettere: ho alzato io la paletta per dare il via al treno. Il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, si è presentato nella procura di Trani per essere sottoposto ad interrogatorio in qualità di indagato per il disastro ferroviario avvenuto in Puglia. Piccarreta, tuttavia, spiega il suo difensore, avv.Leonardo De Cesare, non è in condizioni di salute tali da poter essere interrogato. L'interrogatorio, quindi, potrebbe cominciare ed essere rinviato. Slitterà invece l'audizione del capostazione di Corato, Alessio Porcelli, perché il suo difensore, avv.Massimo Roberto Chiusolo, è impegnato in un altro processo a Bari. Entrambi i penalisti sostengono che i loro assistiti intendono assolutamente chiarire la loro posizione e collaborare per ricostruire la dinamica dell'incidente.