Paolo Borsellino ucciso la seconda volta dai tanti non ricordo

A Palermo, vigilia del 24esimo anniversario della strage di via D'Amelio. Le amare parole della figlia Lucia al processo di Caltanissetta.

Lucia Borsellino
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16 Luglio 2016 - 16.46


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“Se fosse vero quanto emerso finora su eventuali manipolazioni da parte di uomini dello Stato vorrebbe dire che mio padre è stato ucciso due volte. Ciò che mi indigna sono i tanti non ricordo portati qui, in aula, da appartenenti allo Stato”. Solo qualche giorno fa, Lucia Borsellino, figlia del giudice ucciso dalla mafia nel ’92, ha parlato così, deponendo davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta nel quarto processo per la strage di via D’Amelio. Udienza, che si è tenuta alla vigilia delle manifestazioni che ricorderanno il 24esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Si rinnova la memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. Palermo lo farà con la tradizionale Fiaccolata, martedì 19 luglio. “Esempi non parole”, sarà questo il tema principale della Fiaccolata 2016. Attraverserà via Libertà, via Autonomia Siciliana ed arriverà in via D’Amelio dove verra’ deposto un tricolore e intonato l’inno nazionale. Come ogni anno sarà un corteo silenzioso e senza comizi finali, nel rispetto della sobrietà che contraddistinse in vita Paolo Borsellino.

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La commissione presieduta da Rosy Bindi sarà in missione a Palermo e Trapani, per partecipare alle commemorazioni della strage di via d’Amelio e per un approfondimento sulle attuali dinamiche all’interno di Cosa nostra. L’appuntamento è per lunedì 18 luglio, in Prefettura, a Palermo. Previste le audizioni del prefetto, del questore, del comandante provinciale dei carabinieri, del comandante provinciale della Guardia di Finanza e del capo centro Dia. A seguire saranno sentiti il procuratore capo della Dda ed il sindaco di Palermo.

Martedì saranno ascoltati il presidente del Tribunale di Palermo e il presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. La commissione Antimafia sarà anche al Palazzo di Giustizia di Palermo, per il convegno “Nel ricordo di Paolo Borsellino”, promosso dall’Associazione nazionale magistrati e dalla commissione. Poi, in via D’Amelio per deporre una corona in memoria di Paolo Borsellino, Agostino Catalano Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Nel pomeriggio la commissione si trasferirà a Trapani, con conferenza stampa della Bindi.

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Dicevamo della testimonianza di Lucia Borsellino alla vigilia di questo 24esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Lucia Borsellino, figlia del giudice ucciso dalla mafia nel ’92, deponendo davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta nel quarto processo per la strage di via D’Amelio, ha ricordato le confidenze ricevute dall’ex fidanzato, Bartolo Iuppa, poliziotto della Scientifica di Palermo. Confidenze sulla gestione del falso pentito Vincenzo Scarantino da parte dell’allora capo del pool investigativo Falcone-Borsellino Arnaldo La Barbera. Lucia Borsellino ha detto che l’ex fidanzato si lamentava per il modo in cui La Barbera trattava i colleghi e ha aggiunto che sia Iuppa che Gioacchino Genchi, ex poliziotto ed ex consulente informatico, consideravano Scarantino come un personaggio dal basso spessore criminale.

Poi è stata la volta del fratello Manfredi, attuale commissario di polizia a Cefalù: “Non dovevo essere io a dover cercare la verità sulla morte di mio padre. C’erano altre persone demandate a farlo, ma non lo hanno fatto o lo hanno fatto malamente – ha detto Manfredi – Mio padre ci ha sempre detto che qualora fosse accaduto ciò che purtroppo poi è successo, non dovevamo occuparci di nulla e proseguire la nostra vita”, ha aggiunto ai giudici di Caltanissetta che lo hanno ascoltato. Manfredi Borsellino ha ricordato che le persone di cui suo padre non parlava erano quelle che lui disistimava.” Il peggiore giudizio che mio padre poteva formulare nei confronti di una persona che non gli garbava era quello di ignorarla – ha ricordato Manfredi – Non mi risulta abbia mai avviato rapporti professionali, in quell’anno trascorso a Palermo come procuratore aggiunto, con la Barbera e probabilmente neanche con la squadra mobile”.

Il processo sulla strage di via d’Amelio riprenderà il 20 settembre con la requisitoria dei pubblici ministeri che proseguirà fino al 23 settembre. La parola poi, dal 17 al 20 ottobre passerà alle parti civili e infine dal 7 al 10 novembre al collegio difensivo. A 24 anni dalla strage, questo lo stato delle cose sulla strada faticosissima della verità.

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