Scontro tra treni: errore umano, binario unico o zero sicurezza?

Errore umano e binario unico, come si continua a dire, uniche cause? O la mancanza di sicurezza e i risparmi sui costi?

Giustizia per le vittime

Giustizia per le vittime

globalist 13 luglio 2016

Ora si indaga sulle cause. Si dalle prime ore si parla di binario unico come fosse questo binario unico il responsabile. E in subordine di errore umano. Tacendo il fatto che anche in Svizzera si viaggia su binario unico e che l’errore umano, se c’è stato, ha delle cause legate alle condizioni in cui il lavoro si svolge e alla mancanza di tecnologie obbligatorie che possono essere installate a costi ormai bassissimi. Ma risparmiare sui costi, in questo periodo storico, è la legge.

Occorre aggiungere elementi di conoscenza. Per esempio, a proposito di errore umano legato al lavoro: da oltre venti anni l’azienda ha imposto l’agente unico, un solo macchinista per treno, con l’ausilio del vecchio meccanismo a pedale che costringe il macchinista a premere ogni tot secondi su un pedale. Queste sono le normali condizioni di lavoro, alle quali va aggiunto il binario unico e la mancanza di sensori in grado di bloccare automaticamente la marcia dei treni prima di un possibile impatto.
L’Italia viaggia a due velocità sotto il profilo degli standard di sicurezza. Una, al passo con la normativa europea, è quella dei treni che si muovono sulla rete Rfi (quella su cui viaggiano i convogli Trenitalia e non solo); l’altra è quella dei vagoni che girano su una rete di circa 3000 chilometri gestita da ferrovie, pubbliche e private, che lavorano in concessione. Per intenderci: sulla rete Rfi non esistono “blocchi telefonici” e non si può viaggiare senza almeno un sistema elettronico di controllo della marcia treno.
Scrive Giorgio Cremaschi: “Di fronte alla strage ferroviaria di Ruvo di Puglia, di fronte a quei ragazzi, lavoratori, donne e uomini assassinati solo perché su un treno per poveri, io urlo che la sola colpa è di tutti coloro che hanno tagliato gli investimenti sulla sicurezza e lo stesso personale. Invece sento già parlare di errore umano, come se questo esistesse davvero nel 2016 nei treni. In Svizzera la maggior parte delle linee ferroviarie sono a binario unico, quanti incidenti ci sono? Il sistema dei controlli informatici, la manutenzione continua, i meccanismi di sicurezza e di arresto immediato della circolazione, non appena qualche cosa non vada, il rinnovamento del materiale rotabile e delle infrastrutture, i turni umani per il personale, tutto costruisce un sistema di salvaguardia che impedisce disastri, come quelli che invece sempre più spesso accadono nelle ferrovie italiane. Ma da noi si parla di errore umano, vergogna! A Crevalcore anni fa c’è stata una strage, si è data la colpa ai macchinisti, opportunamente morti nel’incidente. A Viareggio invece i macchinisti sono sopravvissuti, e hanno contribuito a mettere in luce le criminali gestioni della sicurezza che hanno provocato 31 morti bruciati vivi. Ma il processo per i responsabili delle Ferrovie si avvia verso la prescrizione”.
Nella tratta dell’incidente mancava, come detto, il Sistema controllo marcia treno (Scmt), che controlla se tutto funziona bene; se c’è qualcosa che non va, il Scmt invia un segnale al macchinista, e quindi frena il treno. Sulla rete ferroviaria esiste anche il Sistema Supporto Condotta (Ssc). Ma niente sulla tratta dell’incidente, il Scmt era installato sui treni, ma non funzionava perché non poteva dialogare con i binari della tratta, che sono troppo vecchi. Quindi: errore umano? Binario unico? Oppure criminale disattenzione per non dire altro? Per esempio “Ferrotramviaria opera sulla tratta Bari-Barletta su concessione di Rfi. Sulle linee ferroviarie dove circolano treni di Trenitalia, i sistemi di sicurezza automatici sono obbligatori. Su alcune delle linee date in concessione, invece, sono state previste delle deroghe dall’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif), un’agenzia del Ministero dei Trasporti: queste deroghe permettono di circolare anche ai treni gestiti solo con il blocco telefonico. Il tratto tra Andria e Corato era uno di questi: le deroghe valevano finché non fossero stati installati i dispositivi di sicurezza, nei prossimi due anni”. Non vi sembra una buona causa? Concludendo: sembra abbastanza ovvio che esista un disinteresse nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, a vantaggio di chi fa profitti, in qualunque modo. E a vantaggio di chi glielo permette, chiudendo un occhio, derogando e non garantendo quindi sicurezza sulla rete ferroviaria dei pendolari.