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Giovanardi va a fondo: il governo spieghi i costi per recuperare le vittime del naufragio

Il senatore nella sua odiosa interpellanza: "Le navi affondate sono le tombe sacre dei marinai e dei naufraghi"

Carlo Giovanardi
Carlo Giovanardi

globalist

1 Luglio 2016 - 19.32


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Il senatore Carlo Giovanardi ha chiesto chiarimenti al governo in merito alla cifra impiegata per riportare alla luce il barcone affondato il 18 aprile 2015 che costò la vita a oltre 700 persone e al cui interno potrebbero ancora esserci tra le 250 e le 300 salme. Il barcone, recuperato dalla nave specializzata Ivory Ievoli da un fondale di 370 metri, è adesso nel porto di Augusta e sta per essere trasferito sulla terraferma, dove verrà svuotato del suo carico di morte. Dopo il recupero dello scafo, la Marina militare italiana ha intenzione di ricomporre i resti delle vittime, identificarle e poi seppellirle. Nonostante il bel gesto da parte del governo italiano, Giovanardi ha colto l’occasione per far parlare di sé, chiedendo al governo delucidazioni in merito ai 9,5 milioni di euro spesi per recuperare “dei poveri resti degli immigrati”, come ha detto.

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Giovanardi, nell’interpellanza, ha spiegato che “si annunciano autopsie e tentativi di identificazione delle vittime per dare una risposta alle centinaia di richieste” di chi “ha perso i propri congiunti in quel tratto di mare dove si stima che negli ultimi 20 anni siano morte almeno 13 mila persone, di cui 10 mila salme non sono state recuperate e giacciono in fondo al mare”. Non contento della già odiosa interpellanza, il senatore ha chiesto”se il governo italiano intenda rinunciare alla secolare tradizione secondo la quale le navi affondate sono le tombe sacre dei marinai e dei naufraghi” e se “si renda conto del giudizio che gli Stati europei potrebbero dare di questa operazione, nel momento in cui l’Italia giustamente chiede aiuti economici all’Unione per far fronte al flusso migratorio”.

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Giovanardi ha aggiunto che ha intenzione di sapere “se il Governo non abbia calcolato le aspettative di un riconoscimento, attraverso tecniche sofisticate, di tutti coloro che hanno perso la vita nei naufragi e delle difficoltà di identificazione degli stessi, mentre a fronte di riscontri di paragone certi (dna o altre) provenienti da paesi africani o asiatici, rimarrà sempre e comunque il dubbio sulla identità di migliaia di morti non identificati o non identificabili alimentando così vane speranze ed attese”.

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Il fatto che il Parlamento non sia stato coinvolto ha fatto infuriare il senatore, che invece di applaudire all’iniziativa del Governo, per dare degna sepoltura ai migranti morti nella più grande tragedia nella storia recente dei naufragi, ha attaccato: “Il Parlamento, che è stato coinvolto giovedì in una lunga discussione per autorizzare o meno la cessione di dieci strumenti musicali alla Somalia, doveva essere coinvolto invece in una decisione le cui conseguenze non sembra siano state adeguatamente valutate”.

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