Corruzione elettorale: perquisiti i comitati di due candidate del Pd a Napoli

Avrebbero ottenuto voti in cambio di promesse di inserimento nel programma Garanzia Giovani, finanziato dalla Regione.

Bufera sulle elezioni a Napoli
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8 Giugno 2016 - 21.51


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Povero Pd, sta diventando il partito degli inquisiti, come lo era una volta Forza Italia: due candidate del Pd di Napoli, che correvano rispettivamente per il Consiglio comunale e per una delle municipalità cittadine sono finite sotto inchiesta.
Le due – Anna Ulleto e Rosaria Giugliano – sono indagate con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale: avrebbero ottenuto voti in cambio di promesse di inserimento nel programma lavorativo Garanzia Giovani, finanziato dalla Regione.
 “Se saranno riscontrati i fatti su Napoli riportati dalle agenzie di stampa, il Pd sarebbe parte lesa rispetto a certi comportamenti. Auspico che la magistratura faccia il più presto possibile chiarezza su una vicenda che, se provata, va condannata e punita senza se e senza ma”, ha affermato in una nota Debora Serracchiani, vice segretario del Pd, commentando le perquisizioni a Napoli.
 I carabinieri hanno eseguito un decreto di perquisizione nelle abitazioni e nelle sedi dei comitati elettorali delle due candidate. La Ulleto ha ottenuto oltre 2.200 preferenze e risulterà quasi certamente eletta, dopo la ripartizione definitiva dei seggi che avverrà all’esito dei ballottaggi. In un primo momento si era sparsa la voce, poi smentita, che la perquisizione avesse toccato anche la sede del Pd metropolitano. Il segretario provinciale, Venanzio Carpentieri, ha assicurato comunque piena collaborazione agli inquirenti per fare chiarezza sugli addebiti contestati alle due.
 L’inchiesta getta ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche e delle tensioni, che già stamane erano state accese dalla pubblicazione di un video del sito Fanpage.it. Il video, realizzato da alcuni giornalisti con telecamere nascoste nei pressi dei seggi in diverse zone di Napoli, mostra persone che entrano ed escono da un Caf con la scheda elettorale in mano, presunti passaggi di banconote e materiale elettorale a poca distanza dai seggi, liste di nomi in mano a persone che attendono gli elettori.
Già dopo le primarie del centrosinistra un video di Fanpage aveva scatenato enormi polemiche, mostrando la distribuzione dell’euro per votare. E le tensioni ripartono in vista del ballottaggio tra de Magistris e Lettieri. “Sono immagini inaccettabili, è una vergogna, uno squallore per il mandante e per gli esecutori, ma il 19 vinceremo anche contro la teppaglia e chi utilizza in politica metodi camorristici”, dice infatti il sindaco uscente commentando il video.
 De Magistris si appella anche al prefetto a cui chiede “garanzie affinché il voto sia pulito” e poi si rivolge direttamente a chi tenta di ‘comprare’ i voti: “Fujtevenne (ndr, scappate) – dice – perche’ dal 19 giugno Napoli sarà liberata anche da chi pensa di poter comprare i napoletani”, ironizzando poi sul video post primarie: “Fare questo porta male, basta pensare all’euro di Tonino Borriello, che non è stato rieletto”.

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