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Arcigay: di omofobia e transfobia in Italia si muore ancora

Omicidi e suicidi, Arcigay denuncia: in Italia ancora oggi c'è chi muore perché discriminato per il suo orientamento sessuale

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globalist

17 Maggio 2016 - 11.52


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“Di omofobia e transfobia in Italia si muore ancora”, lo ha dichiarato il segretario di Arcigay, Gabriele Piazzoni. “Lo testimoniano i due omicidi e i due suicidi che compaiono nel rapporto, assieme a tutti gli altri sommersi, invisibili – ha aggiunto -. Non solo: le persone lgbt sono socialmente fragili, esposte a pericoli peculiari della loro condizione. Le persone omosessuali e transessuali sono bersagli privilegiati di rapine, pestaggi, stupri. Inoltre, gay e lesbiche quando non visibili diventano bersagli di ricatti ed estorsioni. E, come le persone trans, sono di frequente fatte oggetto di derisione, di insulti, di limitazioni alle libertà personali, di discriminazioni, di bullismo a scuola, di mobbing sul lavoro”.

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Arcigay, nel suo rapporto annuale, ha spiegato che l’anno scorso in Italia sono stati segnalati 104 episodi di omotransfobia. E purtroppo sono solo la punta di un iceberg molto più grande: sono infatti molte le vittime che non denunciano ancora oggi per paura.

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“L’omofobia è ovunque”, ha spiegato Piazzoni e l’identikit dell’omofobo non esiste: “Nel nostro report ci sono omofobi appartenenti alla classe dirigente, politici, funzionari pubblici, commercianti, studenti, padri e madri di famiglia. Sono italiani o stranieri. E soprattutto sono giovani o vecchi. L’omofobia, insomma, non ha età, ruolo sociale, provenienza geografica, estrazione economica o culturale. È ovunque e colpisce le persone lgbt indistintamente, da sole, in coppia o in gruppo, nei luoghi affollati e in quelli isolati, di notte o in pieno sole” spiega ancora Piazzoni.

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Mattarella: combattere le intolleranze. Anche il Capo dello Stato è intervenuto per celebrare la Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia.”Sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturità della nostra società. L’intolleranza affonda infatti le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l’informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto”, ha detto Sergio Mattarella, in uno dei passaggi della sua dichiarazione.

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