Sardegna, im-mobilità territoriale

Ero molto giovane quando si iniziava a parlare di “continuità territoriale”, sto invecchiando e non ne vedo ombra

Giovanna Casagrande

Giovanna Casagrande

redazione 1 settembre 2014

di Giovanna Casagrande

Sono nata in Sardegna, sono cresciuta con la consapevolezza di essere isolana, ma la percezione di essere soggetta ad isolamento è iniziata quando ho varcato il Tirreno.


Chi come me è sard* sa di cosa sto parlando, la nostra vita è scandita da viaggi verso l’Italia, di cui la Sardegna fa parte, che mostrano quanto,nel corso dei secoli, poco si sia fatto per eliminare le distanze fra terraferma e Isola.
I miei primi viaggi in nave risalgono ai primi anni ’70, le navi erano carrette dei mari, ricordo con disgusto la prima volta che salii su una Tirrenia, maleodorante a primo impatto e sporca, bagni indecenti compresi quelli delle cabine di prima classe, esistevano le classi così ci sentivamo meno migranti se invece che sul ponte viaggiavamo in cabina.


Ero molto giovane quando si iniziava a parlare di “continuità territoriale”, sto invecchiando e non ne vedo ombra, gli assessori ai trasporti in Sardegna si succedono e niente cambia, alcune volte sembra si facciano dei passi indietro rispetto a” stadi di avanzamento”che, nella nostra percezione, paiono di miglioramento.


L’anno scorso salutai con grande soddisfazione l’avventura dei Capitani coraggiosi che,come ben descritto in questo articolo [url"QUI"]http://sardegnapossibile.com/i-capitani-coraggiosi-go-sardinia/[/url], sfidarono il cartello degli armatori e intrapresero un’attività che avrebbe dato una scossa al mondo dei trasporti via mare.


Il 30 agosto leggo un titolo pubblicato da un noto quotidiano sardo che recita “GoinSardinia affonda, in arrivo una gigantesca class action”, le emittenti televisive ripropongono lo stesso stile e pare che i passeggeri italiani e sardi rimasti a piedi siano frutto di una gigantesca truffa.



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Non posso credere che gli imprenditori sardi che si sono impegnati in questa impresa possano essere considerati dei lestofanti, su FB trovo una foto in cui Confcommercio Sardegna dichiara che i turisti sono stati accolti in albergo e che nessuno è stato abbandonato, twitto la foto e una signora risponde, ci scambiamo qualche battuta e le lascio la mia mail,voglio approfondire, voglio capire di chi siano effettivamente le responsabilità, passo sabato sera incollata al pc, ricevo mail e inizia un confronto serrato fra i passeggeri e me, scopro che i biglietti erano stati pagati a febbraio, scopro che esistevano,già ai primi di agosto, dei disservizi,scopro i disagi, immaginabili, di ognuno di loro, ma constato che la loro protesta è civile, pacata, in molte testimonianze raccolte, è evidente che loro chiedono solo di tornare a casa e di essere risarciti,ma sono disposti a capire di chi siano le responsabilità, io non credo che le stesse appartengano solo alla GoInSardinia, almeno lo spero, credo che ci siano livelli ALTRI di responsabilità e per questo inizio,con i passeggeri, questa traversata, stiamo salpando e non sappiamo se la nave sarà adeguata, ci stiamo provando, amo la Sardegna, la mia Nazione e credo fermamente nella creazione di imprese, nella costruzione di un sogno che diventa realtà, ma metto al centro della mia attenzione le persone, consumatori finali, penalizzati nella qualità del viaggio pagato profumatamente due volte.

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