Quando Freda, uno dei responsabili di piazza Fontana, faceva l'opinionista per Libero

Fascista, razzista, condannato per le sue attività eversive nel 2012 fu ingaggiato dal Belpietro come si si trattasse di un editorialista qualsiasi e non di un'anima nera della strategia delle tensione.

Franco Freda al processo di piazza Fontana

Franco Freda al processo di piazza Fontana

redazione 11 dicembre 2019

La rubrica si chiamava “L’Inattuale” e gliela aveva data nel 2012 l'allora direttore di Libero, Maurizio Belpietro.
Parliamo di Franco Freda, il fascista, razzista che ancora oggi inquina il dibattito politico indicando in Salvini il difensore della razza bianca che è stato uno dei personaggi neri - nel doppio senso del termine - della strategia della tensione, ossia degli anni delle stragi fasciste che i servizi segreti compiacenti e in alcuni casi collusi cercarono di occultare.
A 50 anni dalla strage di piazza Fontana vale la pena di ricordare come la destra parlamentare e quel mondo non abbia mai del tutto preso le distanze dal mondo eversivo del terroristo neofascista.


Chi è Franco Freda


Freda è stato l’ideologo insieme con altri di Ordine nuovo, una delle organizzazioni eversive che più sono state coinvolte nella storia italiana della strategia della tensione e delle stragi.
Nel suo passato compaiono condanne come quella per ‘costituzione di associazione avente lo scopo di incitare alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali. E poi c’è tutto il capitolo di Piazza Fontana, la strage del 12 dicembre 1969 alla Banca Nazionale dell’Agricoltura che fece 17 morti e 88 feriti.
Quelle indagini e quel processo, come è noto, furono ostacolati da depistaggi su depistaggi e lo stesso processo fu tolto a Milano e fatto celebrare a Catanzaro mentre l’appello avvenne a Bari.
Fu in quel contesto che Freda è stato assolto in via dubitativa ma definitivamente per quell’eccidio
Ma successivamente, quando il giudice Guido Salvini e altri (Piantoni e De Martino a Brescia) ripresero le indagini sulle attività eversive dei fascisti e furono riaperte le indagini che hanno portato nuovi processi e condanne.



In questo contesto nel giugno 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di Freda e di Giovanni Ventura in ordine alla strage.
Secondo la Corte, l’eccidio del 12 dicembre 1969 fu organizzato da «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo» e «capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura».


Tuttavia quel pronunciamento ebbe solo il valore di sola condanna morale e storica, in quanto i due imputati non potevano essere messi sotto processo (e condannati) essendo già stati assolti irrevocabilmente dalla Corte d’Assise d’appello di Bari, che li aveva condannati solo per le bombe sui treni.
L'ira dei parenti delle vittime
"Freda opinionista? E' una cosa indecente, sono sconcertato al punto da non trovare le parole per i commenti. E' una cosa talmente incredibile che viene solo da pensare che non è possibile, e invece è così, siamo arrivati anche a questo".


E' quanto ha affermato Paolo Bolognesi, presidente dell'Unione vittime delle stragi (piazza Fontana, piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904, Firenze via dei Georgofili) e dell'associazione familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna, che interviene su quella che definisce l'ultima "notizia incredibile", ovvero il fatto che l'ex terrorista Franco Freda, condannato per vari attentati sui treni e accusato di aver organizzato la strage di piazza Fontana, da qualche giorno faccia l'opinionista sul quotidiano 'Libero'.
"Si vuole sfruttare la sua notorietà criminal-mediatica, la stessa espressione che si usò per Mambro e Fioravanti. In Italia davvero non si butta via niente, e dire che nel 2005 la Corte di Cassazione del 2005 ha confermato la sua responsabilità ma ha stabilito che non lo si poteva processare visto che era già stato assolto per lo stesso reato". Bolognesi non si capacita che ora Freda scriva su un quotidiano. "Queste cose ti lasciano basito, hanno dell'incredibile, bisognerebbe star sempre sul chi va là perché quando meno te l'aspetti succedono cose come questa. Sicuramente nel discorso di quest'anno (per il 2 agosto,
ndr) metteremo qualcosa su questo"