Francesco: tante lacrime in questo Natale

Nella benedizione Urbi et Orbi, Papa Francesco parla del dolore dei bambini, degli abusi e delle guerre.

Papa Francesco

Papa Francesco

Desk2 25 dicembre 2014
«Davvero tante lacrime ci sono in questo Natale, insieme alle lacrime di Gesù Bambino». Papa Francesco si è affacciato oggi, 25 dicembre 2014 dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro in Vaticano per la benedizione “Urbi et Orbi”. Bergoglio ha parlato del dolore innocente, ovvero del dolore dei bambini. Il pensiero nel giorno della nasciata di Gesù è per l’aborto, gli abusi, le guerre: «Il mio pensiero va oggi a tutti i bambini uccisi e maltrattati - hadetto il Papa -. Quelli seppelliti nell’egoismo di una cultura che non ama la vita. Abusati e sfruttati sotto i nostro occhi e il nostro silenzio complice. Ai bambini massacrati sotto i bombardamenti. Un silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode»‏





[b]Omelia di Natale. Francesco: il mondo ha bisogno di tenerezza. [/b]"La vita va affrontata con bontà, con mansuetudine. Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo!". Sono state queste le parole che Papa Francesco ha scelto per la sua omelia della notte di Natale. In una Basilica di San Pietro, gremita di fedeli, il Pontefice ha suggerito ai cattolici: "Lungo il cammino della storia, la luce che squarcia il buio ci rivela che Dio è Padre e che la sua paziente fedeltà è più forte delle tenebre e della corruzione", suggerendo che "la risposta del cristiano non può essere diversa da quella che Dio dà alla nostra piccolezza. Quando ci rendiamo conto che Dio è innamorato della nostra piccolezza, che Egli stesso si fa piccolo per incontrarci meglio, non possiamo non aprirgli il nostro cuore, e supplicarlo: 'Signore, aiutami ad essere come te, donami la grazia della tenerezza nelle circostanze più dure della vita, donami la grazia della prossimita' di fronte ad ogni necessita', della mitezza in qualsiasi conflitto'".




[b]Bergoglio: Dio ci guarda con affetto. [/b]Bergoglio ha scelto di lanciare un messaggio dolce e di affetto, ricordando la nascita di Cristo: "Quando gli angeli annunciarono ai pastori la nascita del Redentore, lo fecero con queste parole: 'Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia'. Il 'segno' - ha proseguito il Pontefice - è l'umiltà di Dio portata all'estremo; è l'amore con cui, quella notte, Egli ha assunto la nostra fragilità, la nostra sofferenza, le nostre angosce, i nostri desideri e i nostri limiti". Secondo Francesco "Dio che ci guarda con occhi colmi di affetto, che accetta la nostra miseria".


L'omelia di Papa Francesco