200 migranti bloccano le strade di Cagliari: 'non vogliamo stare nell'Isola'

E' stato spiegato ai manifestanti che una volta prese le impronte saranno trasferiti nei paesi in cui vivono i loro parenti, come previsto dalla normativa dell'ottobre 2015.

200 migranti bloccano le strade di Cagliari: 'non vogliamo stare nell'Isola'
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25 Marzo 2016 - 16.29


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Hanno lasciato la rotonda di via Cadello e percorso via Santa Maria Chiara a Cagliari, bloccando il traffico, gli oltre 200 migranti arrivati pochi giorni fa in Sardegna e protagonisti questa mattina a Cagliari di una vibrata protesta perchè vogliono lasciare l’Isola al più presto e non intendono però farsi prendere le impronte digitali. Tutti vogliano raggiungere i loro parenti in altre paesi europei. Polizia, carabinieri e vigili urbani controllano la situazione, mentre i funzionari dell’Ufficio stranieri della Questura e i mediatori culturali stanno cercando di fermare la protesta.

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I migranti, spiegano i mediatori, non hanno denunciato problemi di cibo, alloggio o di impossibilità a comunicare con i parenti, vogliono però lasciare Cagliari, senza rischiare di rimanere bloccati in Italia, circostanza temuta se dovessero accettare di farsi prendere le impronte. E’ stato spiegato ai manifestanti che una volta prese le impronte saranno trasferiti nei paesi in cui vivono i loro parenti, come previsto dalla normativa dell’ottobre 2015, oppure dove c’è disponibilità di quote. Al momento i migranti sono tornati nelle vicinanze della rotonda di via Cadello, a pochi metri dall’albergo che è stato adibito a centro di accoglienza. La situazione è costantemente tenuta sotto controllo.

Hanno iniziato lo sciopero della fame i migranti che da questa mattina protestano a Cagliari perché vogliono lasciare l’isola senza farsi prendere le impronte digitali. Inizialmente erano oltre duecento, ma in molti, sopratutto donne e bambini, hanno lasciato il piazzale del distributore di benzina Agip di via Cadello, tornando in albergo.

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Gli altri, invece, sono rimasti in strada decidendo di non mangiare. I volontari della Cooperativa Tutti per te, Walter Montis e Mirko Defraia, arrivati in ambulanza, si erano subito messi a disposizione delle forze dell’ordine e dei migranti distribuendo acqua e panini, ma i profughi hanno accettato solo di bere annunciando lo sciopero della fame.

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Pubblicato da Mauro Pili su Venerdì 25 marzo 2016

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