Il Papa: sarebbe bello se i governi aprissero le frontiere ai migranti

Lo ha detto Francesco ricordando quanti fratelli stanno vivendo una reale e drammatica situazione di esilio, lontani dalla loro patria, privati dei loro cari.

Un migrante a Ventimiglia
Un migrante a Ventimiglia
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16 Marzo 2016 - 11.40


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“A me piace tanto sentire quando vedo le nazioni, i governanti, che aprono il cuore e le porte” ai migranti. Lo ha detto Papa Francesco ricordando “quanti fratelli stanno vivendo una reale e drammatica situazione di esilio, lontani dalla loro patria, con negli occhi ancora le macerie delle loro case, la paura e spesso, purtroppo, il dolore per la perdita delle persone care”. “Anche noi – ha osservato il Papa in udienza generale commentando i brani biblici sull’esilio degli israeliti – viviamo una sorta di esilio quando la sofferenza e la morte ci fanno pensare di essere stati abbandonati da Dio: quante volte abbiamo sentito questa parola, ‘Dio si è allontanato da me’, tante volte le persone che soffrono si sentono abbandonate”.

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Istituita la giornata nazionale in memoria dei migranti morti. “‘La Repubblica riconosce il giorno 3 ottobre quale Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, di seguito denominata ‘Giornata nazionale’, al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria’. Ora e’ legge”. Pietro Grasso, Presidente del Senato, lo scrive su Facebook subito dopo l’approvazione finale, da parte dell’Aula del Senato, dell’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. “Era il 3 ottobre del 2013 quando un barcone affondo’ vicino a Lampedusa: solo quel giorno morirono 366 persone- ricorda Grasso- dall’inizio del 2015 sono state circa 4.200 le vittime nel Mediterraneo. Fermiamoci un solo istante, proviamo a scomporre questo numero enorme in tante singole persone e ad associare ad ognuna un nome, un volto, desideri, sogni, paure, debolezze: cosi’ possiamo capire quanto grande sia la tragedia che si consuma giorno dopo giorno a largo delle nostre coste”. I barconi “affondano anche sotto il peso del fardello delle storie di chi fugge da orribili tragedie, da guerre, da povertà assoluta. Sono uomini e donne come noi che però non hanno più nulla e che cercano disperatamente un futuro- dice il presidente del Senato- l’Europa deve superare egoismi e divisioni: dobbiamo fare la nostra parte, ricordare le vittime ma, soprattutto, agire per evitare che altre migliaia di persone trovino la morte nei nostri mari”.

Intanto la Macedonia accusa la Grecia di non collaborare. La Grecia non collabora alla soluzione della crisi dei migranti. Lo rimarca il presidente macedone, Gjorge Ivanov, che ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Atene – ha spiegato – deve smettere di consentire ai migranti di raggiungere il confine tra i due Paesi.

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