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Sgarbi ritratta su Vendola: 'ho sbagliato, la questione non mi riguarda'

Il critico d'arte è tornato sulla paternità dell'ex presidente della Regione Puglia. Lo fa con un post su Facebook in cui sembra pentirsi delle parole dette.

Vittorio Sgarbi
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7 Marzo 2016 - 17.09


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#unionicivili#vendolaNON AFFIDIAMO I SENTIMENTI ALLA LEGGEHo molto riflettuto sulle mie intemperanti e violente…

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Domenica 6 marzo 2016

Vittorio Sgarbi fa mea culpa e ancora una volta torna sul caso Vendola. Lo fa con un post su Facebook, in cui sembra ritrattare le sue dichiarazioni dopo la bagarre scatenata in rete. “Ho molto riflettuto sulle mie intemperanti e violente riflessioni sulla vicenda di Nichi Vendola e del suo compagno. Non mi condivido”.

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“Non so se ho sbagliato, ma certamente mi sono occupato di questioni che non mi riguardano. Da questo punto di vista ho certamente sbagliato”, ammette Sgarbi, che però prova a giustificarsi: “Loro non le hanno tenute private. E hanno quindi liberato anche gli istinti negativi di tanti che si sono attribuiti il diritto di giudicare. Tra i quali anch’io. Non dobbiamo giudicare. Spetta ai giudici quando si tratta di materia penale e controversa”.

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Il critico d’arte ribadisce comunque il proprio pensiero: “Continuo a essere convinto che la paternità e la maternità non siano un diritto, e che ricercarle con gli strumenti che oggi la scienza consente sia una forma di egoismo”.

“Ma – prosegue Sgarbi – non c’è nulla di male nell’essere egoisti: è la natura dell’uomo. Per questo non parlerei di diritti e, soprattutto, non investirei di questioni che riguardano sentimenti, affetti, rapporti tra le persone, lo Stato e la legge”.

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“Allora della mia polemica salvo questo aspetto: che una coppia, come Vendola e il suo compagno sono, si preoccupi di aiutare un bambino che ha bisogno di loro, cercandolo, adottandolo, proteggendolo, rinunciando, loro adulti, al loro bisogno di avere un bambino fatto a loro immagine somiglianza. Questo – conclude Sgarbi – è il mio pensiero. E mi dispiace la violenza in cui l’ho espresso nella prima versione”.

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