Top

Bologna, nuova contestazione a Panebianco: grida e lezione interrotta

Dopo il blitz di lunedì, nuova protesta degli studenti. Nel mirino l'editoriale sulla Libia. Il docente-giornalista sospende la lezione e si sposta in un'altra aula.

Bologna, nuova contestazione a Panebianco: grida e lezione interrotta
Bologna, nuova contestazione a Panebianco: grida e lezione interrotta

Desk2

23 Febbraio 2016 - 14.09


Preroll

Grida e lezione interrotta. Il giorno dopo, lo stesso copione dal sapore retrò. Angelo Panebianco, professore di Scienze politiche all’Università di Bologna e giornalista del Corriere della sera è finito per l’ennesima volta nel mirino dei collettivi studenteschi.

OutStream Desktop
Top right Mobile

“Guerrafondaio!” il leitmotiv degli studenti.
Dopo il blitz di ieri del collettivo Cua, anche questa mattina la lezione che il professor Panebianco stava tenendo a Scienze Politiche è stata interrotta da una contestazione, messa in atto da alcuni studenti che sedevano tra i banchi. Incalzato da una serie di domande provocatorie, il docente avrebbe deciso di sospendere la lezione e spostarla in un’altra aula.

Middle placement Mobile

La facoltà sta valutando che “soluzioni prendere per permettere al professore di tenere le sue lezioni senza essere bloccato”.

Dynamic 1

Il perchè della protesta. Alle 9, orario di inizio del corso di Panebianco a Scienze politiche, alcuni ragazzi del collettivo Hobo si sono seduti insieme agli studenti che seguono il corso, senza striscioni né volantini per non essere riconoscibili. Arrivato il professore, gli studenti del collettivo hanno cominciato a fargli domande provocatorie, sempre riferite all’editoriale pubblicato sul Corriere della Sera il 14 febbraio, dal titolo “Noi in Libia saremo mai pronti?”, articolo che già lunedì era stato al centro delle proteste. Presto il clima si è scaldato: nel video pubblicato dagli attivisti su Facebook si sentono voci che urlano e si sovrappongono. Si sente un ragazzo che dà a Panebianco del “guerrafondaio” e lui che riponde: “Non sono un guerrafondaio” e chiede silenzio per la sua lezione. Ma inutilmente. Il tutto è durato una decina di minuti, poi il professore ha deciso di cambiare aula.

Il collettivo. Sul profilo Facebbok dell’Assemblea di Scienze politiche, vicina al collettivo Hobo, si legge: “Panebianco è un noto neocon all’italiana, sostenitore delle guerre e dell’impero americano, di teorie razziste e neocolonialiste, di muri e respingimenti per i migranti, di ricette neoliberali che sono alla base della crisi, della nostra precarietà e impoverimento. Ora, con gli aerei militari che scaldano i motori, proclama la necessità di bombardare la Libia senza perdere tempo”.

Dynamic 2

Prodi. “E’ una roba da matti, è un’infamia: mi sembra proprio che vogliamo ripercorrere un passato che, se Dio vuole, non c’era più”, ha commentato Romano Prodi.

Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage