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Guidonia, da 8 mesi sindaco agli arresti, ma il consiglio non si scioglie

Non si scioglie il Consiglio comunale di Guidonia. Vinta la giocata 'facciamo fuori' Eligio Rubeis. Andrea Di Palma vuole la candidatura preventiva del centrodestra.

Comune di Guidonia
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9 Febbraio 2016 - 21.17


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di Tommaso Verga

Definito il destino degli abitanti di Guidonia Montecelio: si terranno sine die la coalizione che li ha governati nei passati due anni. Dal centrodestra, tra mascherine e carri allegorici nel giorno dedicato alla fine del carnevale, giunge senza distinzione il conclusivo “il partito vuole lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale ma debbono decidere gli eletti”. Ovvero, non toccate i nostri posti. Meglio noi del commissario prefettizio. Traduzione: meglio per noi escludere il commissario prefettizio. Al termine d’una riunione nella quale sono volate accuse e parole grosse (servo, spia, eccetera) nonché prodromi di scazzottate, guardando negli occhi la ventina di interlocutori presi da parte, martedì scorso Adriano Mazza aveva enumerato i benefici erogati a ognuno nelle vesti di (ex) assessore alle Finanze. Con gli oltre 200mila euro stanziati dal Comune per il fitness degli abitanti del proprio bacino elettorale, il totale sarebbe forse rispondente al vero. Tutto per dimostrare che il commissario avrebbe potuto eccepire. E magari non approvare.

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Comunque, da quella riunione di Forza Italia, era infine scaturita la decisione di interpellare ‘scioglimento sì-scioglimento no’ le altre formazioni della coalizione. Consultazioni concluse (esclusi i Fratelli d’Italia: il giovin rampollo Alessandro Messa, comunque contrario allo scioglimento, era impegnato). Quasi tutti hanno preferito il mantra del “partito disponibile ma devono decidere i consiglieri comunali”. I quali, un paio contrari, hanno respinto. Come preventivato.

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Alcune novità, se tali si possono definire, sono venute da chi ha scansato ogni impegno con fare indignato (“firmare lo scioglimento con il Pd? Non se ne parla”), e dall’Ncd, i cui rappresentanti hanno dichiarato di essere pronti a liquidare la partita a condizione che il centrodestra esprimesse subito il nome del candidato-sindaco. Ossia, nelle intenzioni, l’attuale reggente Andrea Di Palma. Non solo una richiesta ma la premessa di come si muoverà il centrodestra nei giorni a seguire. Che inizieranno con il metter mano all’esecutivo cittadino (a proposito di ordinaria amministrazione…).

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Dopo aver propagandato in ogni dove di non voler affrontare il giudizio degli elettori per rispetto di Eligio Rubeis e del divenire del relativo procedimento giudiziario (il sindaco è prossimo all’ottavo mese di custodia cautelare), nella pratica Di Palma sta organizzando la sua “squadra”. Prima con la recente ristrutturazione dell’equipe dirigenziale, poi, appunto, con l’imminente rimpasto della giunta. Un nucleo di fedelissimi che dovrà sostenere la sua ambizione di diventare il futuro primo cittadino di Guidonia Montecelio. Quando si voterà.

Quando? Ormai non più a giugno 2016. Però la data è funzionale, ha una intrinseca importanza, perché più si riuscirà a spingere in avanti i tempi più ne trarrà consolidamento l’abito su misura che Andrea Di Palma sta cucendo per se stesso. La pubblicità istituzionale del Comune, da qualche mese annuncia “Stiamo lavorando”. Il marketing consiglierebbe l’aggiunta “per voi”, mentre in giunta predomina il parere contrario. Senso di colpa, amor di verità? Quando mai… soltanto prevalenza del pessimismo. Però una soluzione va trovata, la frase tronca induce cattivi pensieri. E se provassero con “per noi”? Intanto sarebbe vero. Poi graditissimo dalla popolazione.

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