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Sequestrata l'arma giocattolo del pizzaiolo: questa è lotta al terrorismo?

Dopo il panico di termini provocato dalle forze dell'ordine i carabinieri fanno una informativa ipotizzando il procurato allarme.

L'uomo con il fucile giocattolo a Termini
L'uomo con il fucile giocattolo a Termini

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27 Gennaio 2016 - 15.10


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Lunedì scorso un uomo di 44 anni ha scatenato il panico alla stazione Termini. Poco dopo si è scoperto che si trattava solo di un padre separato, che ogni settimana va ad Anagni per incontrare il bimbo al quale aveva comprato una pistola giocattolo, l’oggetto che ha innescato il caos.
La stazione era stata evacuata e per alcuni minuti è stata sospesa la circolazione dei treni. L’unica colpa dell’uomo è stata forse non infilare in una busta il giocattolo ma tenerlo in mano. Lo stesso prefetto di Roma Franco Gabrielli aveva ammesso “Per dirla un po’ più brutalmente, forse abbiamo creato più panico noi quando siamo intervenuti di quanto non ne avesse creato il povero padre che voleva portare un regalo al figlio”.

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Nonostante questa dichiarazione oggi si apprende che è stata consegnata in procura a Frosinone (perché non Roma?) l’informativa sul pizzaiolo che a sua insaputa, ha scatenato il panico a Termini reo di portare con se un fucile-giocattolo come regalo per il figlio, che vive con i nonni ad Anagni. L’uomo, Luca Campanile, rintracciato ieri mattina nell’abitazione dei genitori proprio ad Anagni, è stato interrogato dai carabinieri del capitano Giovanni Camillo Meo e si è detto meravigliato da tanto allarme e clamore scatenato solo per portare un giocattolo. Stamattina i carabinieri, che per tutta la giornata di ieri hanno svolto accertamenti e sequestrato il finto fucile, hanno consegnato in procura l’informativa con l’ipotesi di procurato allarme. Sarà ora il magistrato a decidere se procedere o archiviare il caso. Intanto i carabinieri continuano con le verifiche per accertare se, durante il tragitto fatto dall’uomo, ci siano stati eventuali comportamenti inappropriati che possano aver causato paura tra la gente.

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Dopo aver fatto una figuraccia, dimostrando di non saper riconoscere un fucile finto da uno vero e di non saper gestire situazioni di emergenza, vogliono far cadere la colpa sul pizzaiolo a cui hanno pure sequestrato il giocattolo, una decisione a dir poco ridicola. Sono queste le forze dell’ordine che dovrebbero difenderci dal terrorismo?

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