Mafia Capitale: il Codacons si costituisce parte civile

Giovedì l'avvio del maxiprocesso su Mafia Capitale che vede imputate 46 persone tra cui Carminati e Buzzi.

Mafia Capitale: il Codacons si costituisce parte civile
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3 Novembre 2015 - 16.14


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Ore di attesa prima della sentenza su Mafia Capitale per quattro imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Si tratta di Emilio Gammuto, Emanuela Salvatori, Raffaele Bracci e Claudio Gaudenzi, nei confronti dei quali le richieste della Procura variano dai cinque ai tre anni e sei mesi di reclusione per accuse che vanno, a seconda delle posizioni, dalla corruzione all’usura. Giovedì, poi, l’avvio del maxiprocesso che vede imputate 46 persone tra cui l’ex terrorista nero dei Nar Massimo Carminati e il ras delle cooperative Salvatore Buzzi.

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Intanto il Codacons, che assieme al Movimento 5 Stelle si è costituito parte civile nel processo per Mafia capitale, “ha depositato oggi una istanza dinanzi al giudice Iannello del Tribunale penale di Roma in cui si chiede di convocare in qualità di testimoni una serie di soggetti, il cui ruolo potrebbe essere determinante ai fini dell’accertamento dei fatti”.

In una nota si legge che il Codacons “ha formalmente citato come testimoni nel processo che si aprirà il prossimo 5 novembre, gli ex sindaci di Roma Gianni Alemanno e Ignazio Marino, per il loro ruolo istituzionale nella gestione degli appalti romani. Tra i soggetti di cui il Codacons chiede la convocazione, troviamo anche l’archistar Massimiliano Fuksas, la cui ”Nuvola” all’Eur è stata rallentata e danneggiata nella sua realizzazione materiale proprio dagli illeciti commessi nell’ambito della vicenda ”Mafia capitale”; il giornalista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo, che ha svolto inchieste assai dettagliate sul sistema degli appalti truccati nella capitale; l’ex assessore comunale Umberto Croppi, che ha denunciato di essere stato allontanato dalla giunta capitolina dopo aver scoperto i primi segnali del malaffare romano”.

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Il Codacons “ha citato come testimoni funzionari e dipendenti del Comune – si legge nella nota dell’associazione – che negli anni sono stati vessati e mobbizzati per non aver voluto piegarsi ad appalti concessi al di fuori delle regole”.

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