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Gigi D'Alessio coinvolto in una indagine di mafia: sono sbalordito

Il cantante si difende dopo che il suo nome è spuntato in una operazione di polizia. La replica: non ne so nulla.

Nella foto, Gigi D'Alessio
Nella foto, Gigi D'Alessio

Desk2

8 Ottobre 2015 - 15.41


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“Capisco che la notorietà è una condizione difficile ma comincio a credere che nel mio caso si tratti di un genere letterario. Non c’è giorno che non debba leggere cose mi riguardano e che mi lasciano basito. Quella di oggi e’ solo l’ultima. Vedere il mio nome associato ad una operazione anti mafia mi produce sbalordimento e irritazione assoluta”. Lo ha dichiarato Gigi D’Alessio, il cui nome è saltato fuori nell’inchiesta sul traffico di droga che ha portato all’arresto di tre poliziotti.

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I tre agenti in più di un’occasione avrebbero accompagnato il cantante, utilizzando abusivamente l’auto di servizio. “Nel mio caso – ha sottolineato D’Alessio – non viene mai rispettato non dico la privacy, di cui pare non abbia diritto, ma neanche un criterio di opportunità che cade davanti all’esigenza di fare un titolo di giornale”.

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“Vengo prelevato dalla polizia o dai carabinieri e talvolta dai vigili urbani – ha aggiunto ancora – ogni qual volta faccio un concerto o partecipo ad un evento per ragioni di ordine pubblico. Non sono io che scelgo chi mi viene a fare la staffetta o quale corpo si occupa dei miei spostamenti, mi attengo a disposizioni che mi vengono date. Poi se un mio fan come del resto succede per altre migliaia decide di prendere un aereo per seguire un mio concerto a New York, cosa certamente non inusuale, e che questo sia un poliziotto o un ingegnere non è certamente una variabile di cui mi occupo anche se questo pare sia sufficiente per vedere il mio nome infilato in una storia di cui ovviante non so nulla”.

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