Silvio, 3 milioni per cambiare la storia d'Italia

La sentenza è importante ma a che serve? Prodi è fuori dalla politica e per Berlusconi una condanna in più o in meno non cambia

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8 Luglio 2015 - 21.47


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di Giancarlo Governi

Quando ero bambino leggevo le avventure di Pippo Pertica e Palla, i tre eroi del grande Jacovitti. In questa storia c’era il personaggio di un ispettore che si chiamava Cip, il quale davanti alla soluzione lampante dei casi polizieschi procurata dai 3P si limitava a dire: “Lo supponevo”.

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“Ho lavorato per mandare a casa quello che ritengo ancora oggi il Governo più impopolare della storia della Repubblica italiana: il governo Prodi”. Quando ho letto questa frase di De Gregorio anche io, insieme a qualche milione di italiani, ho esclamato: “lo supponevo”. Lombroso mi suggerirebbe di pensare “l’ho supposto appena ho visto la faccia di De Gregorio” ma non posso pensarlo perché me lo impedisce la mia cultura razionalista che rifiuta la cultura lombrosiana. Comunque, che cosa pensare di una persona che dice di aver sempre gravitato “nell’area di Forza Italia” e poi si fa candidare nel partito di Di Pietro che lo fa eleggere nel 2006 (con il porcellum sono i partiti che decidono chi deve essere eletto, gli elettori non contano niente) in un Senato dove la maggioranza dell’Unione guidata da Romano Prodi, che va da Mastella a Diliberto, è ridotta a quattro senatori, fra cui uno eletto nell’assurdo collegio “Africa-Asia-Oceania”.

Un certo Turigliatto e un altro di cui nessuno ricorda il nome, eletti nell’ultrasinistra, alla prima votazione hanno una… crisi di coscienza e si staccano da quella che è una maggioranza “borghese”. Quindi i quattro diventano due. De Gregorio, che non ricorda più di essere stato eletto da un partito che fa parte della maggioranza e che sostiene il governo Prodi, pensa di aver sbagliato schieramento, per un banale equivoco (anziché aver telefonato a Forza Italia, ha sbagliato numero e ha chiamato Di Pietro che lo ha accolto a braccia aperte), e desidera ardentemente tornare lì dove lo porta il cuore. E passa alla minoranza, erodendo vieppiù la risicatissima maggioranza del Senato. Qualche anima bella avrà pensato: poveretto chissà che crisi di coscienza! Una crisi di coscienza consolata con il versamento di tre milioni di euro, di cui due con quattromila biglietti da 500 euro (che poi uno si domanda pure come hanno fatto a trovarli tutti questi biglietti da 500: io ogni volta che ne ho chiesto uno, dico uno, alla banca mi sono sentito sempre rispondere che sono introvabili).

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E’ chiaro che tutti questi soldi servivano a pagare le cure degli psicanalisti che, come si sa, sono piuttosto esosi.
Ma ora, a distanza di cinque anni il povero De Gregorio si è sbagliato di nuovo: anziché andare dallo psicanalista, ha sbagliato indirizzo, e si è ritrovato davanti al procuratore della Repubblica e gli ha raccontato tutto. I soldi glie li ha dati Lavitola, un maestro di giornalismo, erede della grande tradizione dell’Avanti!, il giornale dei socialisti che ebbe come direttori Pietro Nenni, Sandro Pertini e Riccardo Lombardi. Su quel giornale scrisse il giovane Antonio Gramsci (le sue cronache teatrali sono un testo prezioso per chi vuole studiare il teatro dei primi anni del secolo scorso). Ed è giusto ricordare che anche il Mussolini socialista diresse il glorioso giornale, quel Mussolini che prima di diventare il dittatore d’Italia fu anche un grande giornalista, uno comunque che ha fatto la storia. Il giornalismo italiano oggi sarà in piena decadenza, in crisi di identità ma il fatto che una testata così importante per la storia d’Italia sia finita nelle mani di questo Lavitola penso sia il segno tangibile non solo della scomparsa del pensiero socialista ma anche della decadenza non solo del giornalismo ma del Paese tutto. Ed ora le circostanze della vita hanno costretto il direttore dell’Avanti! a fare lo “spallone” di Berlusconi. Perché tutto questo? Per far cadere il governo Prodi portandogli via la maggioranza al Senato e aprire le porte a nuove elezioni che daranno vita a un altro quinquennio berlusconiano.

Oggi che uno dei protagonisti di questa vicenda criminale ha confessato come possiamo far finta di niente? Come possiamo ignorare il fatto che qualcuno con tre milioni di euro ha cambiato la storia d’Italia?

Penso che gli italiani avevano il diritto di sapere la verità, e soprattutto Romano Prodi, l’uomo che ha battuto sempre Berlusconi, che ha traghettato l’Italia in Europa e a cui l’Italia deve qualcosa, aveva diritto ad avere giustizia. Ma ora che giustizia c’è stata (Berlusconi e i suoi sodali sono stati condannati) che cosa ce ne facciamo? Prodi ha rinunciato a fare politica nell’indifferenza generale. Berlusconi ha aggiunto un’altra condanna al suo curriculum. A cui fra poco si aggiungerà quella relativa alle olgettine, al bunga bunga e alla nipotina di Mubarak. Lavitola e De Gregorio si godranno i soldi regalati da Berlusconi che avranno sicuramente messo al sicuro da qualche parte, dell’Avanti! nulla gli italiani di oggi sapevano e nulla continueranno a sapere. Di Pertini, di Nenni, di Gramsci. Di Lombardi si sono perse le tracce. L’unico che sarà ricordato nei documentari di Rai Storia, sarà Mussolini. E la vita, anzi La…. Vitola continua…. Verrebbe da dire da romano quale sono, ma non lo dirò perché sono una persona educata… ma quando ce vo’ ce vo’ io la dico: li mortacci loro!

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