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Giovani tedeschi a Sant'Anna di Stazzema per riparare danni

Sei giovani lavoreranno nei luoghi della strage nazista del, per sistemare i sentieri con interventi di piccola manutenzione. Un gesto di pace.

Giovani tedeschi a Sant'Anna di Stazzema per riparare danni

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20 Maggio 2015 - 22.30


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Sono arrivati da Moers, località tedesca vicino a Colonia, sei giovani che per una settimana lavoreranno a Sant’Anna di Stazzema, nei luoghi della strage nazista del 12 agosto 1944, per sistemare i sentieri con interventi di piccola manutenzione, riparare la staccionata lungo la Via Crucis danneggiata dal vento il 5 marzo scorso. “Quest’anno siamo particolarmente lieti di essere qui – hanno detto – perché abbiamo l’opportunità di riparare cose danneggiate dal maltempo”.

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L’eccidio di Sant’Anna è tristemente noto, fu infatti un crimine contro l’umanità commesso dai soldati tedeschi della 16. SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer SS”, comandata dal generale (Gruppenführer) Max Simon, il 12 agosto 1944 e continuato in altre località fino alla fine del mese.

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All’inizio dell’agosto 1944 Sant’Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell’estate, aveva superato le mille unità. Nonostante ciò, all’alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case.

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In meno di tre ore vennero massacrati 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva 20 giorni.

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