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Blocco navale alla Libia: alimenta il traffico degli scafisti

Il generale Graziano, capo di stato maggiore della difesa, mette in guardia dalle ricette demagogiche: serve un mandato dell'Onu.

Blocco navale alla Libia: alimenta il traffico degli scafisti

Desk2

21 Aprile 2015 - 09.58


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«Al momento il blocco navale potrebbe paradossalmente alimentare il traffico degli schiavisti e non risolverebbe il problema del soccorso in mare, bisogna fare molta attenzione. Infatti, come previsto dal diritto internazionale marittimo, la salvaguardia della vita umana è prioritaria e quindi è obbligatorio per chiunque intervenire in soccorso di chi si trova in difficoltà».

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Lo ha detto il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, in un’intervista alla Stampa, spiegando che «al momento non vi sono le condizioni per attuarlo». Infatti, «in assenza di una risoluzione delle Nazioni Unite o di un accordo bilaterale, un’ azione del genere rappresenterebbe un vero e proprio atto di guerra. Inoltre è assente uno Stato in grado di garantire le condizioni di accoglienza, di rispetto dei diritti umani e di assistenza ai migranti». Il gen.Graziano ha sottolineato anche un altro aspetto: «Bisogna tenere ben presente il fatto che un eventuale blocco navale aumenterebbe le possibilità, per gli scafisti, di poter approfittare della massiccia presenza di navi militari, obbligandole ad intervenire in soccorso dei naufraghi». «È necessario individuare interventi più incisivi che si dovranno realizzare attraverso una rafforzata cooperazione internazionale».

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