Il sempre più contrastato mondo dell’energia sta per arricchirsi di un nuovo fenomeno, quello della richiesta di danni al principale fornitore russo poiché la crisi ucraina non gli ha consentite consegne regolari. La minaccia arriva da una serie di aziende occidentali che commerciano il gas e quest’anno, nonostante la crisi – o forse ,proprio a causa di essa – avevano aumentato i propri ordini presso il gigante energetico russo, e adesso lamentano ritardi nelle consegne.
Alcuni giornali anticipano il fatto che un certo numero di commercianti di gas europei avevano ordinato per l’inverno quantità di gas superiori al solito, forse contando anche sul fatto che “Gazprom” non sarebbe riuscita a soddisfarli a causa delle dispute con l’Ucraina ,attraverso la quale nonostante ogni tentativo di Mosca continua transitare la maggior parte del gas trasportato verso l’Europa. Per questo i russi adesso potrebbero essere condannati a pagare sanzioni, e non si tratta certo di piccole somme.
Le multe possono anche essere pari valore totale della fornitura che “Gazprom” non ha consegnato : in breve, il contratto con l’azienda russa consente ai clienti di ordinare fino ad un quinto in più della solita quantità di gas, e se tutti i clienti europei facessero ricorso a questa opzione le sanzioni penalizzerebbero il fornitore russo per diversi miliardi di dollari. Nell’ultimo trimeste del 2014, a causa della guerra civile in corso“Gazprom” ha consegnato al centro Europa quasi la metà in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Uno dei più grandi fornitori di energia in Europa,la tedesca“ RWE” , conferma di aver già ricevuto un risarcimento dai russi: “Gazprom” non ha rispettato gli obblighi contrattuali e noi abbiamo ricevuto un adeguato indennizzo, ma vista la delicatezza del tema non abbiamo commentato,” fa sapere Michael Murphy, portavoce dela filiale ceca del gruppo . In questo modo i gruppo moscovita, che copre più di un quarto del consumo di gas in Europa, rischia di pagare il prezzo della guerra economica con l’Ucraina.
Mosca avrebbe voluto interrompere la “via ucraina” poco a poco, prima dell’inizio dell’inverno, temendo appunto che la crisi politica e militare avrebbe potuto avere come conseguenza il non soddisfare le richieste europee , ma intanto i distribouori occidentali si erano prefigurati questo scenario e quindi avevano completato tutte le loro possibilità di stoccaggio del gas, cominciando inoltre a rifornisri anche dai mercati africano e asiatico.
A causa di tutto questo ,“Gazprom” ha perso una parte non piccola della sua quota nel mercato europeo, oltre che paradossalmente vedersi costretta a pagare le sanzioni, e per la maggior parte questa situazione si riflette nella Repubblica Ceca, dove la corsia per l’importazione del gas russo nel 2014 si è ridotta di un terzo, il che per “Gazprom” ammonta ad una perdita finanziaria di 550 milioni.
Nello stesso momento quasi a rendere la situazione ancora più beffarda,nel prossimi incontro a tre con Mosca e Bruxelles l’
Ucraina intende chiedere che le tasse di transito per il gas russo siano diminuite di almeno il 30 per cento: ad anticiparlo è il ministro dell’Energia di Kiev, Volodomir Demčišin. L’ incontro è previsto per il 20 marzo: Demčišin, il ministro dell’energia russo Alexander Novak e l’inviato della Commissione europea Šefčovič hanno già parlato delle consegne estive all’inizio di marzo, ma nessun accordo è stato trovato circa la disputa sul gas che la Russia ha fornito ai separatisti nel Donbass.Demčišin ha detto in televisione che Kiev vuole essere abbassare il prezzo del gas russo per le consegne estive,e lo verrebbe inferiore ai 250 dollari per mille metri cubi.
Fonti: Agenzie
