In Russia niente più lusso

Il calo dei prezo del petrolio ed il crollo del rublo hanno colpito direttamente il turismo e l’acquisto dei beni di lusso, tranne quelli che possono rappresentare vero investimento

In Russia niente più lusso
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

12 Marzo 2015 - 10.02


ATF AMP

Il momento di recessione causato in Russia dal calo del prezzo del petrolio e dalle sanzioni verso ha colpito soprattutto le aziende del turismo e quelle che commerciano in generi di lusso duro, costringendole a tagliare i prezzi ed il numero degli impiegati nel tentativo di limitare i danni. Ci sono pochi segnali che presto le cose possano andare meglio, ed il fragile cessate il fuoco nell’ Ucraina orientale sta facendo poco per alleviare le tensioni internazionali.

Top Right AMP

Il rublo ha perso quasi la metà del suo valore nei confronti del dollaro nel corso dell’ultimo anno, dopo che i prezzi del petrolio si è schiantato e l’Occidente ha imposto sanzioni su Moscae questa combinazione ha schiacciato il potere di spesa dei russi, costringendoli a tagliare e rimandare i loro piani per vacanze costose[b/].La spesa per i viaggi internazionali dei russi nel 2014 è diminuita del 6 per cento , secondo i dati dell’Organizzazione mondiale per il turismo delle Nazioni unite, e questo in percentuale rappresenta un calo del 20 per cento rispetto agli anni precedenti.

I turisti russi poi sono anche i principali acquirenti di beni di lusso, in particolare nelle capitali europee come Milano dove sono clienti abituali di marchi come Ferragamo, Moncler e di sartorie italiana e come Brioni ma oggi anche i commessi del reparto maschile della “Rinascente” di Milano dicono che i clienti russi sono praticamente scomparsi.Secondo la società di rimborso fiscale “Global Blue”, [b]la spesa dei turisti russi è scesa del 17 per cento l’anno scorso, e del 51 per cento a gennaio dopo un calo del 44 per cento nel mese di dicembre.

Dynamic 1 AMP

Anche se c’è stato un picco inaspettato nelle vendite di alcuni generi in dicembre , dato che molti russi si sono liberati di rubli in rapido deprezzamento investendo in beni di lusso durevoli come gli orologi Cartier, molte marche si stanno preparando ad un duro 2015. Il gruppo di moda italiano Roberto Cavalli si aspetta che le vendite russe quest’anno calino del 20 per cento , mentre il marchio di orologi di ”Hublot” ha già visto una caduta delle vendite delle stesse dimensioni in Russia da gennaio, dice una fonte vicina alla società.

Dunque, come affrontare questa situazione? Desiderose di preservare la relazioni con i clienti, alcune marche hanno imposto un b]tetto sui prezzi russi[/b] a scapito dei margini. Jerome Biard, che esporta orologi svizzeri in Russia attraverso la sua società di distribuzione “LPI” e rappresenta marchi come “Burberry”, “Michael Kors”, “Armani” e “Raymond Weil”, ha subito un ulteriore colpo dal contemporaneo aumento del franco svizzero, ma si trattiene dallo scaricare i costi sui clienti:”La mia strategia è quella di proteggere i miei distributori e aiutarli a svuotare le loro scorte a fine e inizio anno, quindi siamo tutti d’accordo nel sacrificare i nostri margini”, dice lui. Il marchio svizzero di lusso “Tag Heuer “ , la cui boutique a Ekaterinburg ha goduto di vendite record nel mese di dicembre, ha detto che di avere mantenuto prezzi relativamente invariati rispetto allo scorso anno, anche se adesso ha in programma di aumentarli di circa il 20 per cento a partire da questo mese.

Anche diversi fornitori di lingerie, come “Lise Charmel” hanno anche fatto sforzi per mantenere i prezzi accessibili nel Paese è stato uno dei loro principali mercati di esportazione ma alcuni hanno dovuto tagliare i costi per far fronte alla situazione. Il produttore di “lingerie” francese di medio livello “ Maison Lejaby”, che produce in Russia pil 30 per cento del fatturato, ha dovuto mandare via il 27 per cento del proprio personale, 50 persone, solo nell’ultimo mese.

Dynamic 1 AMP

Anche la marca di orologi “Ulysse Nardin”, recentemente acquisita dal marchio Gucci il mese scorso ha messo alcuni dipendenti in disoccupazione temporanea, accusando il crollo business russo e la situazione è molto simile per le compagnie aeree, e agenzie turistiche e gli alberghi con un grande esposizione verso la Russia. Alcuni hotel in Turchia hanno tagliato i prezzi per riempire posti dopo che gli arrivi dalla Russia sono dimunuiti di oltre il 21 per cento nel 2014, e del 22 nel mese di gennaio.”Crediamo che quest’anno i russi non verranno in Turchia,” prevede Markus Daldrup , amministratore delegato presso il tour operator tedesco Alltours, che sta offrendo riduzioni di prezzo fino al 24 per cento sui viaggi estivi in ​​Turchia. Per ridurre al minimo gli effetti negativi dell’economia russa che lotta sul settore del turismo, il governo turco ha recentemente annunciato una serie di misure. In questo senso, i rappresentanti del turismo hanno proposto al governo adattare la stessa disposizione decisa per i cittadini russi della Georgia, che possono visitare il Paese solo con le loro carte d’identità.

Anche l’Egitto, il cui settore turismo ricava il 30 per cento della sua attività dalla Russia, ha visto un tuffo del 50 per cento delle visite russe nel mese di dicembre, e un altro 20 per cento in gennaiose si calcola anno su anno.Il Paese ha rinunciato a 25 dollari di diritti per i visti di per i russi fino alla fine di aprile, e prevede di lanciare una massiccia campagna nei prossimi mesi per riconquistare i clienti.

Numerose compagnie aeree, come “Emirates”, hanno risposto al calo dei viaggi russa all’estero offrendo un minor numero di voli o posti per il paese. Anche l’elegante stazione sciistica di Courchevel stima che la sua clientela russa si è ridotta del 20-30 per cento quest’anno, e quelli che sono venuti hanno speso meno.”Prima si potevano vedere spesso clienti russi acquistare bottiglie di vino a 6000 euro l’una, ora bevono soltanto quelle per poche centinaia di euro”, racconta detto Adeline Roux, responsabile del turismo presso un resort.

Dynamic 1 AMP

Fonte:Andrei Makhonin, Vedomosti

FloorAD AMP
Exit mobile version