Il pm chiede 26 anni di carcere per Schettino

Il naufragio della Costa Concordia causò 32 morti all'isola del Giglio il 13 gennaio 2012. Il pubblico ministero Pizza: il comandante incauto idiota.

Il pm chiede  26 anni di carcere per Schettino
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26 Gennaio 2015 - 12.55


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Ventisei anni di reclusione e tre mesi di arresto: è questa la richiesta formulata dal pm di Grosseto Maria Navarro per l’ex comandante Francesco Schettino, imputato nel processo per il naufragio della Costa Concordia avvenuto il 12 gennaio 2012 davanti all’Isola del Giglio.

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Le definizioni che si trovano in dottrina giuridica di “abile idiota” e “incauto ottimista” di colui che “si sente bravo e invece provoca una situazione di pericolo e un danno”, “convivono benissimo in Schettino, quasi fosse bicefalo, tanto che per lui possiamo coniare il profilo dell’incauto idiota”: lo ha detto il pm Stefano Pizza nel terzo giorno di requisitoria al processo sul naufragio. Questa l’udienza in cui l’accusa farà le richieste di condanna. Schettino stamani assente dall’aula.

“Il dovere di abbandonare per ultimo la nave da parte del comandante non è solo un obbligo dettato dall’antica arte marinaresca, ma è un dovere giuridico che ha la sua fondatezza nel ridurre al minimo i danni alle persone”: anche rilevando questo aspetto il pm Pizza ha proseguito la requisitoria al processo sul naufragio della Concordia ravvisando decine di profili di colpa a carico dell’imputato Francesco Schettino. Tra questi, non aver verificato che la rotta fosse sicura, non aver cercato informazioni sulla rotta né dai suoi ufficiali né dal radar, aver condotto la nave a 16 nodi tenendo la prua perpendicolare all’isola, aver dato ordini ad elevatissima frequenza al timoniere, “non aver seguito le buone regole dell’arte marinara per evitare il basso fondale”, “mancato rilevamento del punto nave a intervalli regolari”.

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E ancora, sempre tra le varie colpe, non aver disposto un “adeguato servizio di vedette”, aver permesso che sul ponte di comando vi fossero “persone fonte di disturbo alla guardia”.

“Dio abbia pietà di Schettino, perché noi non possiamo averne alcuna”, ha concluso il pm.

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