Con l’Ucraina in fiamme, dall’estate scorsa [B]gli Stati Uniti, con il sostegno di membri della NATO come Romania e Bulgaria continuano a navigare “a mano armata” su e giù per il Mar Nero[/b], di fronte alla flotta russa che ha base in Crimea. Washington insiste nell’affermare che l’atteggiamento di Mosca minaccerebbe gli alleati europei della NATO, molti altri pensano che l’America utilizzi questa scusa per piazzare le sue batterie missilistiche ai confini della Russia, avviando l’installazione di sistemi antimissile sul territorio dei Paesi dell’Europa orientale con la pretesa assurda che si tratta di un sistema di protezione dell’Europa da attacchi che possono arrivare dall’Iran.
Mosca si trova ad affrontare una sfida aperta e ancora una volta nei giorni scorsi ha condannato la presenza di forze “extra-regionali” nel Mar Nero, dicendo che avrebbe preso “contromisure necessarie.[b/]” La [b]Convenzione di Montreux vieta la permanenza nel Mar Nero di unità di Paesi non rivieraschi per più di 21 giorni.
“Purtroppo, il Mar Nero è diventata l’area su cui sono i poteri mondali sono costantemente presenti e si confrontano, ed é chiaro quello che il potete extra regionale sta cercando”, ha detto il rappresentante della Russia presso la NATO, Alexander Grushko, condannando l’ennesima violazione di un trattato.Grushko ha anche avvertito che la Russia, in caso di incidenti con una flotta guidata dall’America , “è pronta a prendere contromisire” senza entrare nei dettagli ed ha condannato il dispiegamento di forze navali da guerra della NATO vicino al confine con la Russia, oltre alle frequenti esercitazioni terrestri e aviotrasportate di Stati baltici e Polonia a ridosso del territorio russo.
La “Cook” è inoltre equipaggiata con il più recente sistema di combattimento “Egis”, incluso nel sistema integrato delle armi della nave, in grado di gestire anche il lancio missili anti-missile e di collegare più navi da combattimento in un’azione unificata di fuoco con rilevazione, monitoraggio e distruzione di centinaia di bersagli contemporaneamente. Per giunta, la”Donald Cook” non è la sola nave da guerra americana che incroci in prossimità delle acque del Mar Nero russo: nella stessa zona si trovano i cacciatorpediniere “Truxton”, “Taylor”, “Vela Galf”, “Ros” e “Tikonderoga” armati con missili guidati.” Anche un’altra unità è arrivata nella “zona calda “con la spiegazione che partecipa alla esercitazione NATO per la rimozione delle mine marine.E’ come se in un carro trainato da cavalli venisse impiegato per trovare un cervo”, commentato un ufficiale della Marina russa.
Tutti gli ospiti indesiderati del Mar Nero sono pesantemente dotati di armi offensive nonchè addestrati per le missioni differenti. La “Vela Galf” ha un equipaggio di quattrocento uomini, è lunga 173 piedi ed è “addestrata per operazioni di combattimento con ualsiasi combinazione, in aria, in superficie o sott’acqua.” Sviluppa una velocità di trenta nodi, è armata di razzi mare-aria e di missili anti-nave “Harpoon”, di missili da crociera “Tomahawk”, di siluri e sistemi cannoni per la difesa contraerea. La nave per quasi un mese è stata “visitatrice” della Romania nel porto di Constanta.
I principali porti dell’Alleanza coinvolti in queste operazioni sono quelli di Constanta e Burgas, in Bulgaria e in Romania. I loro ospiti erano o sono le navi e diversi membri europei della NATO, un’armata composta da diverse unità di combattimento a volte più e a volte meno, ma con la presenza militare fissa degli Stati Uniti, che guidano un’alleanza ostile alla Russia e non rientrano fra i Paesi rivieraschi regolati dal Trattato di Montreaux. Le navi dell’Allenza si alternano costantemente, ogni 21 giorni a rotazione navi dell’alleanza, anche Francia e Italia hanno aderito alla missione delle loro navi di “intelligence” impegnate in un attento monitoraggio elettronico della costa russa lungo il Caucaso settentrionale.
A questo punto, cosa potrebbe fare Mosca in risposta a continuo tintinnio di sciabole statunitense? Già a partire dallo scorso luglio, la Russia si oppone alle esercitazioni Nato con proprie manovre, cui prendono parte una ventina di navi, venti aerei ed elicotteri oltre all’ artiglieria costiera ed alla fanteria navale della Flotta del Mar Nero.
Tuttavia, ci si può anche attendere che la vera risposta alla domanda sulla sicurezza possa giungere da eventi imprevedibili e sempre più rischiosi per l’ Europa , come gli “incontri ravvicinati” fra russi ed i loro avversari nei cieli sopra il Mar Baltico, dove s’iniziano ad accumulare armi pesanti americane e si concentrano forze pronte per la guerra. Tutto è apparentemente innocuo … fino a quando succede il primo incidente.
Fonte: Petar Popovic, Balkan Magazin
