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Denunciò Carminati: minacce per l'ex poliziotto‏

Gaetano Pascale, che ha raccontato molti retroscena riguardo alla vicenda di Mafia Capitale, ha ricevuto una una lettera-necrologio. L'ex agente: non mi lascio intimidire.

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Un momento dell'arresto di Massimo Carminati

Desk2

20 Dicembre 2014


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“Colpiremo quando meno te l’aspetti”: è questa l’ultima frase della lettera minatoria che ha ricevuto Gaetano Pascale, l’ex poliziotto della squadra mobile di Roma che in questi giorni si è più volte esposto in prima persona raccontando i retroscena dell’inchiesta di Mafia Capitale che vede coinvolto Massimo Carminati.

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“Sappiamo tutto di te, come ti muovi, quello che fai, il lavoro che fai, dove vivono i tuoi figli, dove parcheggi le tue auto, dove sta la tua casa – è stato scritto nella lettera-necrologio, dove compare la foto dell’ex poliziotto con il suo nome sopra una croce nera -. Siccome continui a rompere il c…o con questa antimafia, e non hai capito che di devi fare i c…i tuoi guardia infame, mo cominciamo a fartelo capire come si campa. Colpiremo quando meno te l’aspetti”.

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Nonostante la minaccia diretta sua incolumità, Pascale ha dichiarato: “Sto andando a depositare l’ennesima denuncia, ma di certo non mi faccio intimidire. La cosa più preoccupante è che la lettera l’hanno messa direttamente nella mia cassetta della posta. Sono venuti a casa mia, questi maledetti vigliacchi”

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