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Mafia Capitale, Orfini per ora salva il sindaco Marino

Il presidente nazionale del Pd: “Non credo ci sia il rischio di commissariamento. Il rimpasto della Giunta è una cosa che riguarda lui”.

Mafia Capitale, Orfini per ora salva il sindaco Marino

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4 Dicembre 2014 - 16.22


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di Stefano Marzetti

Forse tremava stamattina il sindaco di Roma Ignazio Marino. Ieri sera c’era stato l’improvviso commissariamento del segretario capitolino del Partito democratico, Lionello Cosentino. Vista la situazione drammatica del Campidoglio, seguita alla maxi inchiesta antimafia ‘Mondo di Mezzo’, non sarebbe stato assurdo che il presidente nazionale dei democrat, Matteo Orfini,oggi si fosse presentato di fronte al Chirurgo per dire “caro Ignazio, mi spiace, ma anche tu devi farti da parte”. Invece no. Per ora il renzianissimo Orfini salva il primo cittadino della Capitale e la sua Amministrazione. Per ora, perché la sua frase “non credo (è importante quel ‘non credo’, ndr) che ci sia il rischio di commissariamento”. Poi la classica e dovuta giustificazione a questa scelta dei vertici nazionali dei democrat: “Questa amministrazione – ha detto Orfini – è stata un argine ai poteri criminali e ciò che emerge dimostra come ci sia stata” ai suoi danni “un’aggressione”.

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Il governo Capitolino, quindi, viene per il momento risparmiato dal premier Matteo Renzi e dal suo preparatissimo staff. Il crollo dell’amministrazione romana non sarebbe certo una buona pubblicità per tutto il Partito democratico. Una notizia che potrebbe fare il giro di mezzo mondo e far sorgere tanti interrogativi e dubbi nell’intero elettorato dem. Per ora può bastare aver preso in adozione il Pd capitolino con il siluramento di Cosentino, il quale si ostina a parlare di proprie dimissioni. Come ha fatto con la lettera agli iscritti romani già pubblicata da Roma Post.

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Con Marino “stiamo lavorando nella stessa direzione – ha spiegato ancora Orfini -: proteggere questa città dai poteri criminali e ricostruire un partito che sia all’altezza di quello che un partito come il nostro deve essere, ovvero un argine ai poteri criminali”.

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Orfini ha anche toccato il tema del rimpasto della Giunta capitolina, decine di volte chiesto e molte altre promesso, anche da Marino in persona. Rimpasto che, comunque e nonostante tutto ciò che sta succedendo, non è stato ancora stato attuato. “È una questione che riguarda il sindaco di Roma e non il Pd”, ha detto il presidente nazionale del partito – Credo che anche in passato ci sia stata troppa sovrapposizione da questo punto di vista. Il sindaco farà le sue scelte e avrà il pieno sostegno” da parte dei colleghi del Pd, ha assicurato Orfini.

Infine la comunicazione che per il 10 dicembre prossimo, nel pomeriggio, sarà organizzata una grande assemblea pubblica in periferia (al Laurentino 38) “riportando il Pd dove deve essere – ha concluso Orfini – ovvero non nel ‘mondo di mezzo’ ma in quello reale, delle periferie. Lì discuteremo con i nostri circoli, gli iscritti e gli elettori, di quello che è successo e di come ripartire”.

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