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Mea culpa di D’Ausilio, nel Pd la saga-sondaggio continua

Ieri il congelamento delle dimissioni del capogruppo. Che si sfoga su Facebook: “Riconosco l’errore di metodo”. Anche Zingaretti dietro il sondaggio?

Mea culpa di D’Ausilio, nel Pd la saga-sondaggio continua

redazione

28 Ottobre 2014 - 16.37


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di Stefano Marzetti

Mea culpa di Francesco D’Ausilio. Il capogruppo del Partito democratico in Campidoglio si è sfogato su Facebook. Un ennesimo atto della saga del Pd nata dal sondaggio-killer di Swg. Quello commissionato dallo stesso D’Ausilio. E che ha rivelato che l’ottanta percento dei romani non ha più fiducia nel sindaco Ignazio Marino. Addirittura indiscrezioni dicono che dietro il rilevamento ci sia lo zampino del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Che nelle ultime ore ha negato qualsiasi coinvolgimento. E ha chiesto di essere lasciato in pace.

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Tante chiacchiere. Una saga fatta di chiacchiere che distolgono l’attenzione dai ‘veri’ problemi di Roma. Quelli segnalati ogni giorno dai cittadini e dai presidenti dei municipi. Questi ultimi sempre più faticano a mantenere toni che non siano di rottura con la maggioranza capitolina che rappresentano.

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Nel merito nessun ripensamento. La riunione a porte chiuse dei democrat di ieri in via delle Vergini, ha portato al congelamento delle dimissioni presentate dal capogruppo. Che ritorna sull’accaduto. “Il mio mandato è a disposizione” del resto del Pd di Palazzo Senatorio. “Ho riconosciuto l’errore di metodo consistito nella mancata condivisione del sondaggio”, prosegue D’Ausilio. Il quale, però, non fa marcia indietro sul merito della sua iniziativa. “Ho ribadito la ragione per cui ho maturato la decisione di pubblicare quel sondaggio: lanciare l’allarme sul grave malessere e la crisi di consenso che vive la nostra amministrazione”.

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Assunzione di responsabilità. “Non mi sfuggono né lo stato in cui abbiamo ereditato la città né le difficoltà di gestire decisioni talvolta impopolari”, ha scritto. “Davanti alle gravi difficoltà in cui versa l’amministrazione, fotografate in modo chiaro dal sondaggio Swg, il sindaco, il Pd e la maggioranza non possono però far finta di niente. Ora è il tempo di una trasparente assunzione di responsabilità che è il presupposto per un rilancio politico” nel governo di Roma Capitale. “C’è uno spazio di recupero – termina D’Ausilio – e non va sciupato nell’interesse della città e dei romani”.

Un piccolo appoggio all’accusato. Non troppo velato l’appoggio al capogruppo in Campidoglio, del segretario romano del Pd, Lionello Cosentino: “Questo sondaggio ci dice che l’amministrazione di questa città ha un problema di consenso molto grande. Io preferisco concentrare il lavoro per affrontare questo secondo tema che a me sembra principale”, ha commentato Cosentino. Il quale, in effetti, pone l’accento sulla mancanza principale del governo Marino. Cioè “il concentrarsi dell’attenzione del governo cittadino quasi esclusivamente sui nodi e sui temi che riguardano le aree più centrali della città, anche facendo cose molto buone: il Tridente pedonalizzato, la lotta all’abusivismo commerciale”. Scelte che Cosentino definisce “sacrosante”, ma che evidentemente non possono essere le uniche per una metropoli come Roma.

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Dalla segreteria nazionale. “Non hanno alcun senso chiacchiere e polemiche interne al Pd sul sindaco Marino”, interviene il vicesegretario nazionale dei democratici Lorenzo Guerini. Il sindaco è stato eletto “e deve andare avanti”. E poi una specie di diktat: “Tutti i protagonisti, dall’amministrazione capitolina alle forze politiche che la sostengono, a cominciare dal nostro partito, lavorino in sinergia e facciano un ulteriore salto di qualità”.

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