La corte suprema indiana ha esaminato oggi l’istanza in cui il team di difesa del fuciliere di marina Massimilian Latorre chiedeva il suo rimpatrio per due settimane per motivi di salute ed ha chiesto al governo un parere aggiornando l’udienza al 12 settembre.
Il militare, colpito da una leggera ischemia cerebrale il 31 agosto, è stato dimesso ieri dall’ospedale di New Delhi. Il 37enne marò tarantino, che nel reparto neurologico dell’ospedale è stato sottoposto a terapie motorie, è tornato infatti all’ambasciata d’Italia, nella dependance della residenza dove da mesi è alloggiato.
I giudici indiani hanno deciso di esentare Massimiliano Latorre su richiesta della difesa dall’obbligo di firma presso il commissariato di polizia per due settimane per le sue condizioni di salute.
“Ha bisogno di riposo, di serenità e della sua famiglia”, ha sottolineato sabato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. “Sono molto preoccupata e agisco con tutta l’attenzione necessaria. Se la situazione fosse stata facile l’avremmo già risolta. Non è semplice”, ha detto invece il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. I marò “sono due militari che agivano per conto dell’Italia in una missione internazionale”, ha ricordato Pinotti, “e quindi non possono essere giudicati in India sulla base della immunita’ funzionale. Mi auguro che si possa aprire un’interlocuzione, un dialogo con il nuovo governo indiano. Altrimenti”, ha concluso, “c’è la strada dell’internazionalizzazione” cioè di un coinvolgimento dell’Onu.
