Ciro Esposito, dove sono le istituzioni?

Ci sono domande che aspettano risposta dalla sera del 3 maggio e alle quali lo Stato non ha dato risposta nei cinquantatrè giorni. [Xavier Jacobelli]

Ciro Esposito, dove sono le istituzioni?
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26 Giugno 2014 - 09.23


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di Xavier Jacobelli

In morte di Ciro Esposito, il dolore e il rispetto prevalgono su ogni altra considerazione, così come la solidarietà e il conforto agli ammirevoli familiari del tifoso del Napoli al quale hanno sparato a bruciapelo mentre andava all’Olimpico per assistere alla finale di Coppa Italia.

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Ma ci sono domande che aspettano risposta dalla sera del 3 maggio e alle quali lo Stato non ha dato risposta nei cinquantatrè giorni di agonia di Ciro Esposito.

Lo stesso Stato che in tribuna d’onore era presente ai massimi livelli, come ci ricorda la foto a corredo di questo editoriale. Mancava soltanto Napolitano, rappresentato dal presidente del Senato accanto al quale c’era il capo del governo, il quale annunciò solennemente che il 26 maggio, all’indomani delle elezioni europee, l’esecutivo avrebbe affrontato la questione violenza nel calcio. Oggi è il 25 giugno. Ciro Esposito si è spento stamane. Questi del Palazzo non hanno ancora fatto niente per non dire della latitanza delle istituzioni durante i 53 giorni di calvario del ragazzo di Scampia: le parole pronunciate dallo zio pesano come macigni.

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Pensando a Ciro e a tutti quelli che sono morti per il calcio in questo meraviglioso e barbaro Paese che non cambia mai, rileggere le parole scritte nelle ore susseguenti al Sabato Nero significa porsi di nuovo la stessa domanda, dopo cinquantatré giorni: Napolitano, Grasso, Renzi, Alfano dove diavolo siete? Che cosa fate? Quando agite? Quando?

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