«Al di là dell’accertamento di natura biologica e dell’approfondimento in ambito genetico, per la conoscenza che ho della persona, salvo che non sia una sosia, per me è più che verosimile che sia Federica Giacomini». Queste le parole dell’avvocato Paolo Mele, legale della famiglia, dopo essere uscito dall’Istituto di medicina Legale di Padova.
L’attrice hard nota come Ginevra Hollander è scomparsa il 9 febbraio di quest’anno da Vicenza, dove conviveva con il 55enne Franco Mossoni, anche lui bresciano. Per mesi sono andate avanti le ricerche senza mai uno sbocco positivo. Ieri la svolta sul caso: è stata trovata una cassa di legno nelle acque del Garda ad una profondità di circa 100 metri.
A quanto sembra, i resti del cadavere trovato riconducono proprio a Federica Giacomini.
Il caso – L’ultimo contatto fra la ragazza e i suoi genitori – che avevano sporto denuncia solo ad aprile – risalirebbe al trentuno dicembre dell’anno scorso.
Sulla vicenda sta indagando da mesi la polizia di Vicenza, che ha puntato i sospetti Massoni, 55enne bresciano, che abitava con la donna in un appartamento del capoluogo berico e che, da febbraio 2014, è rinchiuso in ospedale psichiatrico dopo aver terrorizzato l’ospedale San Bortolo di Vicenza facendovi irruzione vestito da Rambo e con un’arma giocattolo. Finora è stato ritenuto inattendibile dalla polizia.
L’uomo ha scontato una condanna per aver ucciso l’amante della moglie nel 1978. Del caso si è occupata anche la trasmissione di Raitre «Chi l’ha visto?». E, proprio al programma condotto da Federica Sciarelli, aveva chiamato un’amica della donna «per riferire – come si legge nella scheda di presentazione del caso – di averla sentita il 9 febbraio, molto turbata, e di non essere più riuscita a mettersi in contatto con lei come concordato. L’amica ha inoltre riferito che, nell’autunno del 2013, aveva ospitato Federica Giacomini (il vero nome di Ginevra Hollander, ndr) fuggita dopo un litigio violento con il compagno, che l’avrebbe picchiata così duramente da farle temere la morte.
