Top

No Tav, a Torino per Claudio, Chiara, Mattia e Niccolò

Il corteo di Torino in la diretta radio, la lettera della mamma di Mattia, la battaglia per la liberazione dei quattro No Tav accusati di terrorismo [Checchino Antonini]

No Tav, a Torino per Claudio, Chiara, Mattia e Niccolò

redazione

10 Maggio 2014 - 22.00


Preroll
di Checchino Antonini

La manifestazione No Tav di Torino, per la libertà di Claudio, Chiara, Mattia e Niccolò, è iniziata simbolicamente a Barcellona alle 12.00 in piazza Sant Jaume con un presidio di solidarietà e, intorno alle 14 i manifestanti si sono concentrati in piazza Adriano a Torino, concentramento e partenza del corteo che rimanda al mittente le accuse terribili di terrorismo rivolte ai quattro attivisti, detenuti in carcere dal 9 dicembre 2013, per criminalizzare il movimento popolare più attivo da vent’anni a questa parte. La vicenda è ben sintetizzata in un fumetto di [url”ZeroCalcare”]http://www.notav.info/post/zerocalcare-il-terrorismo-e-gli-universi-paralleli/[/url]

OutStream Desktop
Top right Mobile

Radio [url”Blackout”]http://radioblackout.org/streaming/[/url] seguirà in costante aggiornamento l’evolversi della giornata.

Middle placement Mobile

Verso le ore 13’00 ai manifestanti bloccati alla stazione Centrale di Milano è stato permesso di salire sul treno e sono quindi ora in viaggio verso Torino, da segnalare inoltre i posti di blocco e controlli ai caselli di accesso a Torino sulle direttrici da Milano, Piacenza e dalla Val di Susa.

Dynamic 1

Cristina Zanotti la mamma di Mattia ha voluto pubblicare questa lettera al figlio: Carissimo figlio, perdonami se rendo pubblica questa lettera, ma ciò che ci accade non appartiene solo a noi. Tra pochi giorni sono cinque mesi che sei chiuso in carcere, tanta vita rubata. Sono centocinquanta lunghi giorni e centocinquanta lunghe notti di angoscia.

Ti chiedo sempre di tenere duro, ma sono io che non ho più la forza. L’amarezza a tratti mi sommerge, lo sdegno mi ferma il respiro. Mi sveglio di soprassalto ogni notte e nel silenzio mi sembra di poterti raggiungere nell’isolamento atroce in cui ti costringono. L’idea di vivere in un paese che permette che questo accada mi ripugna. Sono oscene queste maschere del potere interessate solo alle loro poltrone e ai loro portafogli. La corruzione in Italia è spaventosa, la politica ha perso qualsiasi ideale di giustizia e di uguaglianza.

Dynamic 2

E per voi giovani non c’è nulla, il vostro futuro è stato depredato da chi oggi vi giudica..né lavoro, né aria che si possa respirare, né terra pulita, né libertà. Dovete tacere, dovete subire, altrimenti essere incarcerati.

Carissimo Mattia, perché ti abbiamo insegnato il dovere di dissentire, di ribellarti davanti alle ingiustizie? Perché ti abbiamo trasmesso l’amore per l’umanità e per la Terra?
Non era meglio lasciarti crescere cullato dalla edificante “cultura” offerta dal nostro Paese negli ultimi vent’anni?

Dynamic 3

Sono certa che risponderai no, che preferisci mille volte essere chi sei e dove sei piuttosto che adeguarti a questo spettacolo raccapricciante offerto da chi esercita l’abuso di potere applaudendo gli assassini di Aldrovandi, rispondendo con i manganelli e la prigione ai movimenti popolari che nascono sulle necessità reali della gente, ignorate da chi dovrebbe cercare e trovare delle risposte.
Carissimo figlio, sabato 10 saremo tutti a Torinoalla manifestazione contro la barbarie dell’accusa di terrorismo, contro la devastazione della Val di Susa, per la libertà di dissenso, per il diritto degli italiania una esistenza dignitosa.

Ci saremo tutti e saremo tanti.

Dynamic 4

Manifesterò tutto l’amore che provo per te, ma anche per Claudio, Chiara e Niccolò e la promessa è di non smettere mai di lottare fino a quando non vi riporteremo a casa.

Un abbraccio, mamma

Dynamic 5

“Anche noi saremo a Torino, il 10 maggio – scrivono in un appello, tra gli altri, Marco Aime, Paolo Cacciari, Pino Cacucci, Massimo Carlotto, Sabina Guzzanti, Valerio Mastandrea, Vauro Senesi, Ascanio Celestini, Gustavo Esteva, Cecilia Strada e Wu Ming – per far sentire la nostra solidarietà a Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò. È importante ripetere i nomi, è importante scandirli perché stiamo parlando di quattro vite, quattro esseri umani, quattro attivisti No Tav che dal 9 dicembre 2013 sono imprigionati, sparpagliati tra le carceri di Alessandria, Ferrara e Roma, sottoposti a un regime di alta sicurezza… Anche chi non si è mai informato su questa lotta, e come molti è stato indotto a guardarla con sospetto, dovrebbe allarmarsi per quanto sta accadendo. … Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò vengono spacciati per terroristi e, a poco più di vent’anni d’età, si trovano a rischiarne trenta di pr igione. Il processo inizierà il 22 maggio. Di cosa sono accusati, esattamente? Sono accusati di aver partecipato a una iniziativa durante la quale venne danneggiato un compressore. Cioè un oggetto inanimato. Quella notte, non un poliziotto né tantomeno un operaio del cantiere Tav furono sfiorati, nemmeno alla lontana… Se sottoporre i quattro ragazzi al regime di Alta Sicurezza doveva spezzare loro e far vacillare il movimento No Tav, possiamo dire con certezza che non è servito…».

Ci sarà Mauro Filingeri, candidato presidente de “L’Altro Piemonte a Sinistra” (promossa anche da Prc e Sinistra anticapitalista. Dice Filingeri: “l’accusa più grave di terrorismo mossa nei confronti di quattro ragazzi rei di aver danneggiato un compressore è assurda ed incompatibile con un sistema democratico. «No repressione, siamo tutti No Tav» questo sarà lo striscione dietro il quale marceremo insieme a tanti altri manifestanti”. Oltre che contro la repressione del movimento No Tav Filingeri intende ribadire il suo impegno “contro lo spreco colossale di denaro pubblico in opere inutili e speculative. Il nostro impegno è nel senso di rilanciare un sistema di mobilità sostenibile, in particolare un sistema del trasporto pubblico e collettivo a servizio di centinaia di migliaia di pendolari”.

Si legge su un sito anarchico: «L’accanimento della Procura torinese contro i No Tav è testimoniato dalla decisione del Procuratore generale Maddalena di evacuare i locali del Palagiustizia a mezzogiorno di sabato, dalla scelta di far piazzare jersey di cemento armato e metallo intorno al Palagiustizia. Come in Clarea, nel cantiere/fortino divenuto simbolo dell’arroganza di Stato. Come in Clarea i difensori delle lobby che si contendono le nostre, vite, il nostro futuro, la nostra libertà, domani saranno asserragliati dietro a quelle reti. Come belve feroci.

Noi saremo fuori, per le strade di Torino, per ricordare ai signori dei palazzi che il patto di mutuo soccorso che abbiamo stilato tra di noi, attraversa le generazioni e i territori. Questo patto non è scritto nella carta, ma nei sentieri di lotta dove ci incontriamo e riconosciamo, parte di un grande cammino di libertà».

E’ uscito nei giorni scorsi il primo quaderno del Controsservatorio Valsusa: “Come si reprime un movimento: il caso TAV. Analisi e materiali giudiziari”, a cura di Livio Pepino, edizioni Intra Moenia. Il Controsservatorio ha deciso di dar vita a questa collana per reagire ai silenzi e alle deformazioni della grande stampa, scritta e parlata. Il primo quaderno affronta, con analisi di esperti e materiali giudiziari inediti, il tema della repressione in atto del Movimento No TAV, compendiata ormai in oltre cento procedimenti con quasi mille imputati e imputazioni giunte a evocare i fantasmi del terrorismo.

Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage