Manette sull'Expo, arrestati Paris e Greganti

Le accuse sono di associazione per delinquere, turbativa d'asta e corruzione. Emesse 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari.

Manette sull'Expo, arrestati Paris e Greganti
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8 Maggio 2014 - 14.06


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L’Expo finisce di nuovo nella bufera giudiziaria. Angelo Paris e Primo Greganti sono stati arrestati assieme ad altre 5 persone nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che vede al centro episodi di turbativa d’asta e corruzione legati all’evento del 2015 a Milano e al processo “Città della salute”. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, turbativa d’asta e corruzione.

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L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini e dai pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio e condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano. Sono state emesse dal gip Fabio Antezza 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari.

Gli arresti – In carcere è finito Angelo Paris, direttore della pianificazione acquisti della Expo 2015. Ordinanze di custodia in carcere anche per l’ex parlamentare della Democrazia Cristiana Gianstefano Frigerio, per l’ex parlamentare di Forza Italia Luigi Grillo, per Primo Greganti, storico esponente del Pci coinvolto in Mani Pulite, per l’intermediario Sergio Catozzo e per l’imprenditore Enrico Maltauro.

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È stato raggiunto, invece, da un’ordinanza di arresti domiciliari Antonio Rognoni, ex Dg di Infrastrutture Lombarde, già arrestato nelle scorse settimane nell’ambito di un’altra inchiesta con al centro una serie di irregolarità negli appalti delle più importanti opere pubbliche in Lombardia, tra cui anche alcune gare relative all’Expo.

Pm: “Greganti proteggeva le coop” – Primo Greganti “copriva e proteggeva le cooperative”. Lo hanno spiegato i pm sottolineando anche che la “saldatura” tra Greganti e Gianstefano Frigerio, ex parlamentare Dc, “proteggeva le imprese riconducibili a tutti gli schieramenti politici”.

I magistrati hanno spiegato anche che in Lombardia sarebbe esistita una vera e propria “cupola per condizionare gli appalti”, alcuni dei quali relativi ad Expo. La “cupola” prometteva “avanzamenti di carriera” grazie a “protezioni politiche” a manager e pubblici ufficiali. In un’intercettazione Angelo Paris avrebbe detto “Io vi do tutti gli appalti che volete se favorite la mia carriera”. La “sede sociale” dell’associazione per delinquere che avrebbe “inquinato” una serie di appalti, tra cui alcuni relativi all’Expo, era un’associazione culturale intitolata a Tommaso Moro, lo scrittore umanista autore di “Utopia”. L’associazione culturale era riferibile secondo i pm, a Gianstefano Frigerio, ex parlamentare Dc, tra gli arrestati di oggi.

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Nelle carte dell’inchiesta compaiono i nomi di Silvio Berlusconi, Cesare Previti e Gianni Letta, che però non risultano indagati.

Circolo culturale “Tommaso Moro” – La “sede sociale” dell’associazione per delinquere che avrebbe “inquinato” una serie di appalti era un’associazione culturale intitolata a Tommaso Moro, lo scrittore umanista autore di Utopia. “Neanche la sua fantasia sarebbe arrivata a tanto”, ha affermato il procuratore della Repubblica Bruti Liberati. L’associazione culturale era riferibile, secondo i pm, a Gianstefano Frigerio.


Renzi: “La politica non metta becco su indagini Expo”
– Arriva il commento del premier Matteo Renzi: “La politica non metta becco su indagini”. “L’immagine del Paese non è quella legata alla indagini giudiziarie ma quella legata a operazioni come questa di Ansaldo energia”, ha aggiunto. Renzi ha dichiarato poi “massima fiducia nella magistratura” e ha invocato “massima severità se sono stati commessi reati”. Poi ha ribadito: “I politici facciano il loro lavoro e non commentino il lavoro della magistratura”.

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Salvini: “Vogliamo pulizia assoluta sull’Expo” – E immancabile anche l’intervento del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: “Su Expo vogliamo assoluta pulizia, spiace che certe facce del vecchio mondo siano ancora in giro”. Il leader del Carroccio ha sottolineato di avere “assoluta fiducia nell’intransigenza e nella correttezza di Maroni”.

“Expo – ha aggiunto Salvini – è un’occasione di lavoro troppo importante perché venga infangata dagli interessi di qualcuno ed è incredibile che in giro ci sia gente coinvolta in tangentopoli ancora protagonista di queste schifezze. Ho assoluta fiducia nell’intransigenza e nella correttezza di Maroni, che ha sempre pensato al bene pubblico e non all’arricchimento privato”.

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