Stub non inchioda l'ultras romanista

Sempre alta la questione sicurezza negli stadi. È giallo sui test di De Santis. La vedova Raciti sull'ipotesi delle magliette pro Speziale: 'Vergona! Non si giochi'.

Stub non inchioda l'ultras romanista
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6 Maggio 2014 - 14.01


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Ha dato esito negativo l’esame stub (guanto di paraffina) compiuto su Daniele De Santis, l’ex ultras romanista accusato del tentato omicidio di tre tifosi napoletani, uno dei quali – Ciro Espostio – ferito gravemente, in occasione della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli.

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La Questura di Roma ha precisato, però, che l’esame pur negativo avrebbe evidenziato la presenza di tracce di polvere da sparo. De Santis resta indagato per tentato omicidio alla luce di altri elementi in mano agli inquirenti.

Intanto l’ultrà romanista sarebbe stato trasferito per ragioni di sicurezza dal Gemelli, dove è ricoverato anche Esposito. L’uomo era stato trasportato al policlinico per diverse fratture per il pestaggio subito da un gruppo di tifosi partenopei dopo la sparatoria. De Santis è sempre piantonato e oltre di tentato omicidio deve rispondere anche di porto e detenzione di armi e rissa.

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Tre testimoni hanno visto tutto – Ci sono diversi testimoni pronti a giurare che sia stato De Santis a impugnare la pistola che poi una signora del locale accanto ha provveduto a far sparire quando l’ultrà romanista è stato massacrato di botte dai napoletani. De Santis, oltre a essere accusato di avere sparato contro i tifosi napoletani, è stato anche visto lanciare delle bombe carta e materiali pirotecnico negli attimi che hanno preceduto il ferimento dei tre supporter partenopei. Le tracce di polvere da sparo rilevate dallo stub, non in quantità tale da far risultare l’esame positivo, potrebbero ricondurre sia alla pistola che alle bombe carta che De Santis avrebbe lanciato.

I pm: vada in galera – Per De Santis il pm Antonino De Maio d’intesa con l’aggiunto Pierfilippo Laviani ha chiesto la misura cautelare in carcere: “A suo carico ci sono elementi chiari – si sottolinea a piazzale Clodio – questa impostazione, frutto anche degli accertamenti degli investigatori della polizia, sarà adesso posta all’attenzione del gip che dovrà decidere dopo l’interrogatorio di garanzia. Sia rispetto alla convalida del fermo che sulla emissione di una ordinanza di custodia cautelare”. Testimonianze, “dirette ed indirette”, foto e video – ha ribadito il pm – indicano questa ricostruzione.

Anche nei confronti dei due tifosi napoletani che devono rispondere del reato di rissa i magistrati hanno chiesto il carcere. Solo per quanto riguarda Ciro Esposito i pubblici ministeri hanno chiesto la convalida del fermo e il mantenimento di una misura di sicurezza nell’ospedale dove dovrà rimanere fino al suo ritorno in salute. Gli interrogatori saranno quasi certamente effettuati domani.

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Ciro operato d’urgenza: è grave – Restano critiche le condizioni Ciro, ricoverato al policlinico Gemelli di Roma dopo gli scontri avvenuti sabato. A quanto si apprende Esposito è stato sottoposto a un nuovo intervento d’urgenza nella notte al colon, a seguito del trauma da arma da fuoco. «Ciro è stato operato d’urgenza questa notte»m ha detto la zia.

«Io stavo facendo compagnia a mia cognata, la mamma di Ciro, quando siamo state avvisate dai medici dell’intervento. L’operazione è durata circa quattro ore, è iniziata a mezzanotte e si è conclusa intorno alle quattro del mattino. Io penso che l’intervento sia andato bene e finchè le condizioni di mio nipote non si stabilizzano, questi tipi di operazione possono verificarsi», ha aggiutno.

Intanto non è arrivata ancora alcuna notifica di un fermo al loro assistito: lo affermano in una nota i difensori del tifoso ferito. Nel frattempo – hanno spiegato gli avvocati Angelo e Sergio Pisani – il collegio di difesa ha proceduto alla nomina di due periti, un medico legale e un esperto di balistica, a tutela di Esposito.

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La mamma di Ciro: il governo non ha speso una parola – E arrivano come frecce i commenti della mamma del giovane tifoso, Antonella Leardi: «Il governo non ha speso una parola per Ciro. Stanno discriminando i napoletani, altrimenti avrebbero speso una parola in più per chi come noi, in questo momento sta soffrendo. È assurdo che un altro tifoso del Napoli ferito sia in carcere».

30mila maglie pro Speziale, la vedova Raciti: non si giochi – Stasera gli ultras del Napoli che saranno al San Paolo per il match col Cagliari potrebbero inscenare una manifestazione di sostegno nei confronti di Genny a Carogna e di Speziale, l’uccisore dell’ispettore di Polizia di Catania Filippo Raciti morto nel 2007. Pronte altre maglie pro-Speziale per lanciare l’ennesima sfida allo Stato.

Immediata la reazione di Marisa Grasso, vedova Raciti: “È una vergogna, sentire anche questo. A questa notizia dovrebbe una risposta il presidente del Consiglio. Deve dare una risposta. Chiudete, non fate giocare, basta. Uno Stato forte prende delle misure forti, non è essenziale una partita di calcio, se ne può fare anche a meno. Ognuno sta a casa sua e si evitano problemi. C’è una perdita economica? Non è colpa mia. Un lavoro non può creare così tanti problemi, il lavoro deve rendere a una persona dignità perché porta onestamente a casa i soldi, ma alcuni lavori tolgono serenità a chi dovrebbe svolgere un servizio che dovrebbe garantire sicurezza ai cittadini. Questa delle magliette invece è la risposta che incassa lo Stato”.

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