È giusto combattere sotto la bandiera dei rom?

Il pugile Domenico Spada, detto Vulcano, ha rinunciato alla bandiera italiana e all'inno di Mameli per il combattimento valido per il titolo mondiale. [Marco Fiorletta]

Il pugile Domenico Spada
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31 Marzo 2014 - 18.15


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di Marco Fiorletta

Renzi procede spedito nello stravolgimento del nostro Stato e della nostra Costituzione con la complicità di quello che dovrebbe essere, ma non è, un partito di centro sinistra; ormai è anche pleonastico dire che la sinistra l’hanno amputata da tempo. Ma di ciò non mi appassiono più. Invece non so che eco ha avuto la notizia minore, molto minore anche nel mondo dello sport o nel modo di intenderlo ai giorni nostri.

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Una volta esisteva la noble art che non è altro, volgarmente, che il pugilato. Due notizie, una data nelle brevi, chi l’ha pubblicata, e una con qualche riga in più. Iniziamo da quella praticamente ignorata. E’ morto Carmelo Bossi sconosciuto forse a chi ha meno di 45/50 anni. Ma chi era costui? Vi pubblico le poche righe che gli dedica Wikipedia, la nuova bibbia del sapere per chi ha poca voglia di approfondire.

Il pugile Domenico Spada, detto Vulcano, nato a Roma 34 anni fa, ha rinunciato alla bandiera italiana e al relativo inno per il combattimento valido per il titolo mondiale “ad interim” (e qui si apre un capitolo riservato agli appassionati) della Wbc dei pesi medi. La presa di posizione di Spada non mi sembra che abbia suscitato clamori e reazioni tranne che nei benpensanti. Ma solo per il fatto che Spada ha deciso di combattere sotto la bandiera Rom, alla cui etnia appartiene. Delle motivazioni non frega niente a nessuno eppure sono motivazioni solo sportive. Ovvero il pugilato professionistico in Italia sta morendo senza che nessun dirigente sportivo, quelli che si fanno grandi quando alle Olimpiadi riusciamo ancora a vincere qualche medaglia nella versione dilettantistica, faccia nulla. Se Spada non avesse avuto questa alzata d’ingegno pensate che sarebbe finito sui giornali? Forse solo negli sportivi e chissà con quale spazio.

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E poi, e queste sono considerazioni mie, ha fatto bene a non voler combattere con la bandiera italiana e l’Inno di Mameli, non solo per le condivisibili argomentazioni sportive, ma anche per la situazione dei Rom nel nostro Paese. Parliamoci chiaro, ognuno di noi potrebbe accampare un motivo di lamentela verso i Rom, ma quante reali e quante presunte? Quanta ignoranza c’è nel definire Rom chiunque venga dai paesi dell’Est? Chiunque viva in abitazioni di fortuna automaticamente diventa Rom, zingaro, ladro e ladro di bambini. Chi ricorda lo sgombero dei Rom italiani accampati vicino Ponte Testaccio a Roma? Rom italiani con tanto di documenti e figli scolarizzati sgomberati all’alba con un’operazione di polizia degna di miglior causa. E non diamo la colpa ad Alemanno perché lui fu solo il braccio, tanto che le proteste che si levarono furono decisamente poche.

Bene Spada, condivido e amplio le sue motivazioni e le auguro un successo per il suo incontro del 5 aprile in Messico. Nessun connazionale la potrà vedere perché nessuna tv ha comperato i diritti televisivi, ma d’altronde che volete voi che vi fate prendere e prendete a pugni altre persone? E che vuole lei che è anche un Rom? Non siete più politicamente corretti e non prendete a calci un pallone.

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