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Forconi: il racconto di una giornata no

Solo l'arrivo dei militanti di Casapound e l'inno nazionale scaldano la vuota Piazza del popolo. Questa giornata non passerà certo alla storia. [Francesco Blasilli]

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18 Dicembre 2013


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di Francesco Blasilli

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È stato un flop il “forcone day”. Tremila persone, a voler essere magnanimi, hanno provato a riempire piazza del Popolo. Impresa ardua, soprattutto “senza partiti, senza sindacati”, come recitava uno dei tanti striscioni esposti. Cosa nemmeno tanto vera, visto che l’aria politica era chiaramente di destra e il momento topico della giornata è stato l’arrivo dei militanti di Casapound (che partecipa alle elezioni ed è un partito). Un arrivo spettacolare, in grande stile quello dei circa 300 militanti di Casapound: sapevano che sarebbero stati le star della giornata e tali si sono comportati: sono scesi dall’alto, dal Pincio, al grido di “Italia, nazione, rivoluzione”, con le bandiere tricolori e le maschere di anonymous, anche loro dipinte con i colori italici.

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Ma il loro arrivo è stato l’unico momento in cui la piazza si è scaldata (“non è andata come ci aspettavamo ma questo è solo il primo appuntamento”, hanno detto dal palco), poi giusto l’inno nazionale e il grido “tutti a casa”. Per il resto rimane il pensionato con la bandiera di Rifondazione cacciato a male parole (e depredato del suo vessillo) e un paio di persone con in mano una busta piena di fischietti in vendita ad un euro: anche per loro gli affari sono andati male.

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