Papa Francesco: preghiamo per la sofferenza dei bimbi

Oggi Bergoglio come di consueto in piazza San Pietro per l'udienza del mercoledì con i pellegrini. Riflette sulla morte e il dolore degli innocenti.

Papa Francesco: preghiamo per la sofferenza dei bimbi
Preroll AMP

Desk2 Modifica articolo

27 Novembre 2013 - 11.31


ATF AMP

Il dolore degli innocenti, la morte dei bambini, e in la visione religiosa e atea della morte sono stati al centro della udienza generale di oggi in piazza San Pietro, durante la quale papa Francesco ha sviluppato una catechesi a partire dal Credo. “A me – ha raccontato – ha sempre colpito la domanda ‘perché soffrono i bambini?, perché muoiono i bambini?’. Se viene intesa come la fine di tutto, – ha proseguito – la morte spaventa, atterrisce, si trasforma in una minaccia che spezza ogni relazione e interrompe ogni cammino. Questo – ha osservato papa Bergoglio – capita quando consideriamo la nostra vita come un tempo racchiuso tra due poli, la nascita e la morte, quando non crediamo in un orizzonte, quando si vive come se Dio non esistesse”.

Top Right AMP

“Questa concezione della morte – ha commentato – è tipica del pensiero ateo, che interpreta l’esistenza come un camminare verso il nulla, ma esiste anche un ateismo pratico, che è un vivere solo per i propri interessi, solo per le cose terrene: se ci lasciamo prendere da questa visione sbagliata della morte, noi abbiamo un’altra scelta, che è quella di occultarla, negarla, banalizzarla, perché non ci faccia paura, ma a questa falsa soluzione si ribella il cuore dell’uomo, il desiderio che tutti noi abbiamo di infinito, la nostalgia che tutti noi abbiamo dell’eterno”.

“Nei momenti più dolorosi della nostra vita, – ha detto – quando abbiamo perso una persona cara, i genitori, un amico, un figlio, ci accorgiamo che anche lacerati, e nel cuore del distacco, che non può essere tutto finito, che il bene non è stato inutile, c’è un istinto potente dentro noi che ci dice che la nostra vita non finisce con la morte”.

Dynamic 1 AMP

Questa “sete di vita”, ha osservato il Pontefice, “ha trovato risposta nella resurrezione di Cristo, che non dà solo certezza della resurrezione, ma illumina anche il mistero della morte: se vivremo con Gesù, uniti a lui, saremo capaci di affrontare anche il passaggio della morte”.

“Se la mia vita è stata di fiducia nel Signore – ha affermato il Papa – sarò pronto a accettare la morte come definitivo abbandono nelle sue mani confidenti, in attesa di contemplare faccia a faccia il suo volto, e questo è il più bello che può accaderci. Vedere come è bello questo volto, – ha aggiunto – pieno di luce, di amore, di tenerezza”.

“Andiamo fino a questo punto: – ha detto – pregare il Signore, essere sempre pronti, vigilanti, sapendo che la vita in questo mondo ci è data anche per preparare l’altra vita, quella con il Padre celeste, prepararsi alla morte stando vicino a Gesù questa è la sicurezza”. Dopo aver chiesto come si sta vicini a Gesù, il Pontefice ha spiegato che lo si fa non solo con i sacramenti e la preghiera, ma anche “con la con la pratica della carità: Lui stesso – ha spiegato – si è identificato con poveri e sofferenti nella parabola del giudizio finale”.

Dynamic 1 AMP

Quindi, ha concluso, una “via sicura” per stare vicino a Gesù è essere “solidali con coloro che soffrono” e “recuperare il senso della carità cristiana e della condivisione fraterna, prenderci cura delle piaghe corporali e spirituali del nostro prossimo. La solidarietà nel compatire il dolore e ricevere speranza – ha detto – è condizione per ricevere in eredità quel Regno” e “chi pratica la misericordia non teme la morte”.

FloorAD AMP
Exit mobile version