Siamo italiani: chi può capirci?

È davvero curioso, o forse drammatico: come potrà un non italiano capire quel che accade in Italia? Basterà conoscere la lingua?

Siamo italiani: chi può capirci?
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24 Novembre 2013 - 10.13


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di Riccardo Cristiano

Pochi giorni fa un amico mi ha raccontato questo fatto di vita: “sono andato in Germania, Berlino. Ho preso l’autobus e il caso ha voluto che la macchina obliteratrice dei biglietti fosse rotta. Ma questo non turbato molto gli altri passeggeri. Lasciavano un euro sulla macchina e procedevano. E quando siamo arrivati al capolinea i passeggeri sono scesi, ma i solidi sono rimasti tutti lì”.

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Ora, senza bisogno do evocare la questione dei biglietti clonati a Roma, questo piccolo fatto ci dice che forse essere capiti è proprio difficile. Basterà conoscere la lingua, l’italiano, per apprezzare appieno la sorpresa nostrana davanti a un fatto del genere?

La colpa per noi è sempre degli altri, è sempre “loro”. I guai li causano sempre gli altri, li causano sempre “loro”. Ora: che loro li causino è fuor di dubbio, ma noi, niente da dire?

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Il fatto per me è che l’Italia non è mai riuscita a esistere come Stato, e il senso dello Stato non ha mai preso. Il discorso ha radici lontane, da quanto i moti meridionali contro le malefatte piemontesi vennero trasformati in banditismo. Non c’era al Qaida al tempo, ma qualcuno avrebbe volentieri detto che siamo tutti banditi qaedisti, noi meridionali. Vaglielo a dire che avevamo il porto a Napoli, le seterie a Caserta, la ferrovia a Portici, prima… Oggi se uno prende il treno per andare a Reggio Calabria ci mette più tempo di quel che gli servirebbe per arrivare a Stoccolma. Difficile in queste condizioni avere il senso dello Stato.

Ma questo è solo un piccolo e lontano bandolo del discorso. Basta guardarsi intorno, nella cronaca drammatica di questi giorni. Sardegna… Terra dei Fuochi… Paralisi di Genova… Quanto spazio hanno dedicato i talk show a questi problemi? E le aule parlamentari? Non avete sentito anche voi discussioni su discussioni su Cancellieri, su Silvio, su robe del genere, mentre il casertano bruciava, la Sardegna affogava, Genova si paralizzava… Solo chi conosce la nostra lingua può sentire i nostri talk show e scoprire che è proprio così. Ma basterà conoscere l’italiano per capirlo?

Il problema dello Stato è il nostro problema: senza risolvere il problema dello Stato e del senso dello Stato non ne usciremo: “loro” hanno un peso enorme nel determinarlo, non c’è dubbio. Ma il problema è deciderci a esistere: come italiani.

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