Rinvio a giudizio per l’uomo d’affari Flavio Carboni, l’imprenditore Arcangelo Martino, l’ex giudice tributarista Pasquale Lombardi e altre 14 persone coinvolti, a seconda delle posizioni, nell’inchiesta sulla P3 e in altri filoni minori. Lo ha deciso il gup Elvira Tamburelli che ha disposto il processo anche per il Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci e l’ex primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Il processo avrà inizio il 9 aprile prossimo davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Roma.
Sono accusati dalla procura di aver “costituito, organizzato e diretto un’associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento, diffamazione e violenza privata” e caratterizzata “dalla segretezza degli scopi, dell’attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonche’ apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali”.
Il presidente della Regione Sardegna, dal canto suo, risponde di concorso in abuso d’ufficio assieme a Carboni e a Ignazio Farris perché avrebbe deliberato, su istigazione del primo, la nomina del secondo alla carica di direttore generale dell’Arpa Sardegna, con un ingiusto vantaggio patrimoniale per il nominato e un danno per gli aspiranti alla stessa carica, in violazione della legge vigente. Questo episodio e quello della P3 sono contestati anche al parlamentare del Pdl, Denis Verdini e all’ormai ex senatore Marcello Dell’Utri, la cui posizione, assieme a quella dell’altro politico, Nicola Cosentino, è stata stralciata dal giudice in attesa che la giunta per le autorizzazioni si pronuncia sull’utilizzo delle intercettazioni.
Secondo la procura di Roma, Carboni aveva affari e interessi ovunque e puntava a mettere le mani sul business dell’eolico e delle bonifiche delle zone inquinate della Sardegna, con cui la loggia avrebbe incrementato il suo potere economico. Per l’accusa l’affare sarebbe stato gestito da Carboni, imprenditore nativo di Torralba (Sassari), che avrebbe fatto di tutto per piazzare nei punti chiave per la corsa alle energie rinnovabili, uomini di sua fiducia. Ed è in questo contesto che si inseriscono le posizioni del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci che deve rispondere di abuso d’ufficio (caduta l’accusa di corruzione) per la nomina a capo dell’agenzia regionale all’ambiente (Arpas) di Ignazio Farris, considerato vicino a Carboni.
