Mai così vicini al portafogli di Matteo Messina Denaro. C’è, infatti, anche il fratello del boss latitante tra i titolari dei beni confiscati, oggi, in Sicilia, dalla Guardia di Finanza. Valore complessivo dei beni, quasi due milioni di euro.
Il patrimonio più consistente, costituito da quattro appartamenti, un locale commerciale e un lastrico è stato confiscato ad un 72enne, arrestato nel 2008 per mafia e estorsione. L’uomo è considerato esponente della “famiglia” di Tommaso Natale, a Palermo, ed è imparentato con il boss Salvatore Lo Piccolo.
Confiscatati anche un’impresa edile, due ditte di lavorazione del marmo, diversi terreni, un magazzino, e disponibilità finanziarie a carico di un uomo di 55 anni di Campobello di Mazara, nel Trapanese, arrestato nel luglio 2010 per traffico internazionale di cocaina e collegato terminali con gruppi criminali colombiani e peruviani.
Tutto, sotto la copertura di una società import-export con presenze di esponenti della camorra. Infine, come detto, conti correnti, depositi e titoli vari per 220.000 euro sono stati confiscati al fratello sessantenne del capomafia latitante Matteo Messina Denaro. Il fratello del boss latitante è ritenuto il reggente del clan di Castelvetrano. È in carcere dal marzo 2010.
