“Il Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, difficilmente conosce Mario Trudu, in carcere dal 1979 nella Penisola e al quale continua ad essere negato il diritto di rientrare in Sardegna per finire di scontare la pena”, così Romina Mura, deputata del Partito Democratico sulla sua pagina facebook.
“Difficilmente conosce i tanti che, come Trudu, chiedono di essere riavvicinati a casa, come prevede la legge, persone detenute nell’Isola che non possono ricevere le visite dei familiari o sardi tenuti immotivatamente lontani. Speriamo che almeno conosca i tanti casi, segnalati da operatori e associazioni – a partire da Socialismo diritti riforme – di bambini piccolissimi che scontano di fatto la pena con le mamme detenute, o i casi di detenuti malati oncologici disumanamente costretti a concludere la loro vita in prigione.
Non credo conosca i nomi del lungo elenco di suicidi o quello ancora più lungo degli aspiranti suicidi, spinti dalle condizioni inaccettabili di gran parte dei nostri istituti di pena. Umanità vorrebbe che le attenzioni istituzionali venissero rivolte all’intera popolazione carceraria: non ci aspettiamo telefonate di conforto a tutte le famiglie, ma maggiore attenzione a chi rivendica diritti che non possono né devono essere cancellati dallo stato di detenzione. Dal Ministero – conclude la Mura – ci aspettiamo che in Sardegna non si chiudano strutture funzionanti come quella di Iglesias, che magari qui si mandi qualche mafioso in meno e che ci sia più attenzione e umanità istituzionale”.
