Gesuiti rapiti in Argentina: padre Jalics incontra Papa Francesco

La vicenda costò a Bergoglio l'accusa di essere stato connivente col regime dittatoriale e col sequestro di due sacerdoti.

Gesuiti rapiti in Argentina: padre Jalics incontra Papa Francesco
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5 Ottobre 2013 - 11.46


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È un incontro di forte significato quello che avviene stamane in Vaticano tra papa Francesco e padre Franz Jalics, il gesuita di origine ungherese, oggi ottantaseienne, che in Argentina nel 1976 fu sequestrato dal regime militare insieme al confratello Orlando Yorio, torturato, tenuto prigioniero per cinque mesi: una vicenda che in anni piu’ recenti ha attirato su Jorge Mario Bergoglio, che all’epoca era superiore provinciale dei gesuiti in Argentina, l’accusa di essere stato connivente con il sequestro dei due sacerdoti.

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I due all’epoca lasciarono anche l’Ordine: Jalics poi vi rientrò, Yorio – che nel frattempo è morto – invece rifiutò. Le accuse contro Bergoglio sono state lanciate in particolare dal giornalista Horacio Verbitsky, ed è stato detto che a fomentarle siano stati anche ambienti vicini alla presidente Cristina Kirchner dopo le forti critiche rivoltele dall’allora cardinale di Buenos Aires.

Nei mesi scorsi, comunque, padre Jalics ha scagionato completamente Bergoglio: sul sito [url”Jesuiten.org”]https://www.jesuiten.org/home.html[/url] l’anziano religioso, che oggi vive in Germania, ha affermato il 21 marzo di aver a lungo creduto di essere stato vittima di una delazione ma che verso la fine degli anni ’90 si sia convinto che non ci sia stata alcuna delazione, tantomeno dell’attuale Pontefice. Oggi a mezzogiorno l’incontro tra i due sara’ un momento di definitiva chiarezza.

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