L’Unione Europea e alcuni suoi stati membri non stanno contrastando i crimini d’odio omofobico e transfobico né proteggono le persone dalla discriminazione, dalla persecuzione e dalla violenza. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi da Amnesty International, che punta il dito anche contro l’Italia.
Il documento, intitolato [url”A causa di ciò che sono: omofobia, transfobia e crimini d’odio in Europa”]http://www.amnesty.org/en/library/info/EUR01/014/2013/en[/url], mette in luce le lacune esistenti nella legislazione di molti paesi europei in cui l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sono espressamente compresi nei motivi per cui i crimini d’odio possono essere perpetrati.
Il rapporto evidenzia, inoltre, l’inadeguatezza degli standard dell’Ue sui crimini d’odio in materia di contrasto della violenza omofobica e transfobica. Secondo un recente sondaggio all’interno dell’Ue, l’80 per cento dei casi di violenza omofobica e transfobica non viene denunciato alla polizia, spesso per timore di un’ulteriore vittimizzazione a causa di un’omofobia e transfobia istituzionalizzate.
In altri casi, i gay non apertamente tali non segnalano gli attacchi subiti perché hanno paura di essere scoperti da coetanei e parenti. In paesi come Bulgaria, Germania, Italia, Lettonia e Repubblica Ceca – prosegue il rapporto di Amnesty – non esiste una normativa completa sui crimini d’odio in quanto non sono compresi i reati contro le persone a causa del loro reale o percepito orientamento sessuale e dell’identità di genere.
In altri paesi, come Croazia e Grecia, le leggi contro i crimini d’odio omofobico e transfobico non vengono adeguatamente applicate, col risultato che talvolta i motivi omofobici e transfobici non vengono registrati dalla polizia o indagati in modo approfondito.
Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto di Amnesty International segnala il caso di Michelle, una giovane transgender di Catania che nel febbraio 2012 è stata picchiata da numerose persone a causa della sua identità di genere.
Tuttavia, a causa delle lacune nella legislazione penale italiana l’odio transfobico non sara’ esplicitamente preso in considerazione come movente nel perseguimento di questo crimine o nella determinazione della condanna e della pena.
Amnesty ha fatto appello ai parlamentari di Montecitorio, dove è ripresa la discussione del disegno di legge sul contrasto dell’omofobia e della transfobia, di adoperarsi affinché l’Italia introduca senza ulteriori ritardi una legge per contrastare i crimini d’odio basati sull’orientamento sessuale e sull’identita’ di genere.
